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Pistoia

Polso rotto? Quattro ore di attesa

Polso rotto? Quattro ore di attesa

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Col codice giallo si entra subito, ma poi si aspetta anche per tre ore. Per avere una radiografia, se il problema non è urgente, è necessario pazientare, ma anche dopo averla fatta l'attesa continua per avere i risultati. Per una contusione a un dito del piede (codice bianco) poi, di ore ne devono passare sette, e per una frattura, seppure di lieve entità, se ne aspettano 4. Tutte storie registate nell'arco di una giornata, a dire il vero piuttosto tranquilla, trascorsa nella sala d'attesa del Pronto soccorso dell'ospedale di Pistoia. Mattino. Le sedie del Pronto soccorso sono occupate per meno della metà dei posti disponibili.

Dalle 8,30 alle 10,30 i pazienti in trattamento oscillano tra i 10 e i 15. Un numero nella media, informa il caposala. Le mattine sono relativamente tranquille. Un maggior afflusso di pazienti si ha tra mezzogiorno e mezzo e l'una e, come prevedibile, dalle 17 in poi, quando molte persone escono dal lavoro. Nell'arco della mattinata solo una persona arriva accompagnata da un'ambulanza. I volontari della Croce Verde la portano in fretta dal medico di turno. Per lei nessun passaggio all'accoglienza, l'accesso diretto è garantito dal fatto di essere giunta in ambulanza. «Mia madre Tosca - spiega il figlio della donna, Eliano Melani - soffre di crisi asmatiche. Ha 75 anni e ne viene colpita periodicamente, ogni anno che passa con maggiore frequenza. Se cerca qualcuno che le parli male del Pronto soccorso ha trovato la persona sbagliata. Mia madre è stata accompagnata subito dentro e visitata. Adesso (sono passate 3 ore, ndr) siamo in attesa di sapere se verrà ricoverata». Nicoletta Angelini ha avuto una ricaduta sulla gamba fratturata la sera precedente. «Sono venuta qui accompagnata dai miei genitori alle sette e mezzo. Dall'accettazione al momento in cui sono stata chiamata per fare la lastra sono passati 5 minuti. Aspetto che l'ortopedico venga a dirmi qualcosa». Quando le parliamo le lancette dell'orologio hanno appena segnato le 11. In quel momento al Pronto soccorso ci sono 16 pazienti in trattamento: nessuno con codice bianco e azzurro (quelli che pagano un ticket di 25 euro), 7 con codice verde, 9 con codice giallo e nessuno con codice rosso. Il codice rosso indica i casi più gravi, gli altri a decrescere secondo la priorità stabilita dall'infermiere del triage. Solo un paio di parenti, sulle circa venti persone presenti da lì a mezzogiorno e mezzo si lamenta dell'attesa. In effetti, dal momento in cui il paziente viene visitato al momento della diagnosi passano in genere alcune ore, ma quella mattina le persone sono rimaste soddisfatte dalla celerità con cui i casi dei loro cari sono stati trattati. Vuoi anche perché il Pronto soccorso era mezzo vuoto. Pomeriggio. Alle 17.53 di venerdì in trattamento ci sono 21 persone, di cui 10 in codice giallo e 11 col verde. In attesa altre 7, 4 col verde e 3 con l'azzurro. Una signora è arrivata intorno alle 17 insieme al marito che si è tagliato con una motosega. L'hanno fatto entrare subito con codice giallo. Ha perso molto sangue. Alle 19 la signora è ancora in attesa di notizie. Dopo poco, però, la chiamano: niente di grave. Poco prima delle 20 se ne va con il marito a cui hanno fasciato il polso. Ci sono anche molti bambini che sono trattati con molta cura e riguardo. Sera.

Quella di mercoledì al pronto soccorso è stata una serata piuttosto tranquilla. Di routine. Ma i problemi non sono mancati. Alle 21.20 in trattamento (in corsia o già visitate, ma in attesa di secondi interventi) c'erano 13 persone, di cui 7 in codice giallo (urgente, ma non a rischio vita), 5 col codice verde e uno col codice azzurro (meno grave). Nessun codice rosso. In attesa c'erano 9 persone in codice verde e una in codice bianco. «Quella col codice bianco (gravità minima) sono io - spiega una ragazza con una contusione al dito del piede - Ho il codice bianco perché ho battuto il piede ieri: sono venuta oggi perché camminando ha iniziato a farmi male. Sono arrivata alle 17, ma non mi hanno ancora visitato». La ragazza è stata visitata alle 22, dopo 5 ore in sala d'attesa. Alle 22.20 le hanno fatto una radiografia, i cui risultati, però, si sono saputi soltanto quasi 2 ore dopo. A mezzanotte e 10 è stata richiamata in corsia. Le hanno applicato una fasciatura che dovrà tenersi per 10 giorni. Se ne va a mezzanotte e 22, era arrivata alle 17. Anche Gian Luca Baldi è arrivato alle 17. Ha un codice azzurro, per un problema al legamento di una spalla. La radiografia gli viene fatta alle 20.45, ma alle 22 è ancora fuori in attesa dei risultati. Francesco Paolo in trattamento ha la suocera, che è entrata con un codice verde alle 19. L'hanno fatta entrare quasi subito ma, una volta dentro, alle 21.40 non era stata ancora visitata. A mezzanotte Francesco Paolo era ancora fuori ad attendere notizie. Massimiliano in corsia ha invece la mamma: "E' entrata subito, con codice giallo, perché aveva dei valori del sangue un po' sballati. Siamo arrivati alle 18.15, ma è ancora lì che aspetta (sono le 21.30, ndr). Purtroppo queste attese sono normali: due settimane fa siamo venuti per mio suocero, malato terminale. Siamo arrivati alle 14, ma abbiamo aspettato sei ore prima di sapere qualcosa». In un angolo una signora si tocca il polso destro: è gonfio e le fa male. Le hanno dato dell'antidolorifico. «Sono arrivata alle 19.30 circa - spiega - Sono caduta e ho battuto il polso. Speriamo non sia rotto. Mi hanno fatto la radiografia, ma ancora non so i risultati». Sono le 23 e la signora è ancora in sala che aspetta. Nel frattempo in corsia la situazione è pressoché la stessa di due ore fa: le persone in trattamento adesso sono 12, di cui 6 in codice giallo, 5 in verde e una in bianco (la ragazza col dito contuso a cui adesso hanno fatto la radiografia). La signora ha il polso gonfio e un codice verde che le impone l'attesa. Un po' prima di mezzanotte viene richiamata. Dopo pochi minuti esce dalla sala con il braccio ingessato fin sotto la spalla e la diagnosi di una piccola frattura. Era arrivata alle 19.30.

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