Il presidio
LA TESTIMONIANZA
«Niente ortopedico e due soli medici di guardia: questa la causa»
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PISTOIA. Ore ed ore di attesa per una colica renale o per un ginocchio dolorante? Nessuna eccezione. Al Pronto soccorso del Ceppo sono questi i tempi "normali" per i casi non considerati urgenti. Ma quando, ad attendere il proprio turno, seduta su una poltroncina di plastica, è una persona in preda alla sofferenza - o i suoi parenti - ogni minuto in più che passa viene percepito come un ulteriore calcio ad un diritto fino a quel momento dato per scontato, il diritto alla salute. Ieri, Francoise Pesce ieri ha accompagnato al pronto soccorso il padre, per via di un intenso dolore a un ginocchio: tre ore di attesa per essere accolti al triage e, poi, l'annuncio che ne sarebbero forse passate altre 8 prima della visita. «Qui ci sono delle persone che soffrono - lamenta - C'è una donna con un piede rotto che aspetta da stamani alle dieci, e ora sono le sei del pomeriggio, un uomo con una ferita aperta che deve essere ricucita... Una ragazza di una trentina d'anni è arrivata piegata in due per una colica renale e ha dovuto aspettare un'ora e mezzo per il triage, con la madre che ogni tanto l'accompagnava in bagno o le faceva cambiare posizione sulla sedia. Certo, non saranno i mali più gravi del mondo, ma qui si tratta sempre della salute delle persone. Questa lentezza nasce dal fatto che al pronto soccorso non è previsto un ortopedico e che ci sono solo due medici di servizio. Il problema è nel sistema. Oggi, 11 ottobre, nel momento di massima affluenza ho contato 29 casi, trattati e non. Non sono tanti per una città di centomila abitanti. E se domani, per un'influenza, ne arrivassero, non dico un'esagerazione, cinquanta? Si blocca tutto!».
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