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Con African Sky Alem e Million coronano un sogno
Tiziana Gori
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Hanno lottato tenacemente per realizzare un sogno. A Pistoia già si occupavano da tre anni di ristorazione, ma avevano voglia di portare avanti un progetto di qualità basato su parametri più alti. Il loro era desiderio di creare qualcosa di unico, in cui il cibo non fosse un fine, bensì uno strumento per raggiungere nuove soglie di integrazione tra culture.
Il sogno si è concretizzato a giugno, quando grazie anche all'aiuto di un supporter d'eccezione, l'avvocato penalista pistoiese Alessandro Mencarelli, sono riusciti a trovare la location giusta per il restaurant lounge: lo chef Marco Stabile, con il suo "L'ora d'aria" lasciava via Ghibellina per trasferirsi in via dei Georgofili. Alem, 38 anni, e Million, 36 anni, moglie e marito di origine eritrea residenti a Pistoia, hanno capito che era l'occasione da cogliere al volo per dare una svolta alla loro vita. Il sipario su African Sky si è alzato questa settimana, tra l'emozione dei due coniugi e quella dell'amico Mencarelli. I timori per la consapevolezza delle difficoltà che incontreranno lungo il percorso scalfiscono appena la voglia di trarre da questa esperienza l'obbiettivo prefisso. «Far capire - spiega Alem - che le nostre culture sono molto più affini di quello che viene percepito dall'immaginario italiano». E non solo per un passato coloniale che ha lasciato tante tracce in Africa. Con Alem ai fornelli e Million in sala African Sky sarà aperto al pubblico tutti i giorni dalle 17 alle 24, tranne il martedì. Al pubblico, e non solo ai clienti, perché il locale di via Ghibellina non sarà un semplice ristorante etnico, ma un luogo dedicato all'Africa, in cui il cibo sarà solo uno dei tasselli di un mosaico più completo. Gli faranno compagnia la musica, gli eventi, i concetti creativi che hanno l'ambizione di dare ad African Sky l'aura di un luogo cultura e non solo di un posto dove cenare. Million e Alem hanno gestito per tre anni il ristorante eritreo Exodus in via Amati, affiliato al circolo Arci. Un'esperienza entusiasmante e impegnativa, andata avanti tra grosse difficoltà.Alem ha due grandi passioni, oltre alla sua famiglia: la cucina e la moda. Cucina da sempre, e qualche anno fa ha preso il diploma di figurinista. L'arredamento del locale, i raffinati tessuti che coprono i tavoli, sono stati scelti e importati dall'Africa. La madre di Alem è venuta in Italia nel 1976, lei l'ha raggiunta a Firenze nel 1981. «A Firenze - spiega - ho imparato che il senso di appartenenza ad un luogo non è legato alla nascita, ma alla consapevolezza della sua cultura, e qui ormai mi sento a casa. Anche se negli ultimi dieci anni le cose sono cambiate molto». I fatti del 2001, lo straniero visto come un nemico. Alem ha sentito innalzarsi una barriera. «Non ho incontrato grosse difficoltà d'integrazione quando sono arrivata. Ma negli ultimi anni si è incrinato qualcosa, si vive peggio in Italia». E non solo per la crisi. Durante il primo viaggio di ritorno ad Asmara, capitale dell'Eritrea, nel 1993, Alem ha conosciuto Million, di due anni più giovane. Come quasi tutti i giovani eritrei, era un militare di professione. Si sono innamorati, sposati. Hanno avuto una figlia, Jacqueline, che ora ha 14 anni. Alem viveva a Pistoia con la figlia, Million ad Asmara. «Vedeva la figlia una volta l'anno. Abbiamo fatto di tutto per ricongiungerci». Million è riuscito ad arrivare in Italia nel 2002 e poco dopo è nata Perla, la seconda figlia, che oggi ha 7 anni. L'uomo ha lavorato in alcune aziende quarratine del mobile, poi, insieme alla moglie, ha deciso di buttarsi nell'avventura della ristorazione.
«Un'attività aperta quasi per divertimento - racconta - andato avanti bene anche se con molta fatica. Poi abbiamo conosciuto Alessandro, che ci ha dato il suo aiuto per concretizzare il progetto di African Sky». Gli stereotipi sono difficili da combattere, e sull'Africa e i suoi abitanti ce ne sono di radicati nella cultura occidentale. «Africano uguale disgraziato. Non è così - afferma Million - C'è una cultura ricca e profonda da scoprire, nel caso dell'Eritrea e dell'Etiopia fortemente influenzata dalla colonizzazione italiana». Sorseggiando un rosso Pinotage o un bianco Avondrust, entrambi vini sudafricani pregiatissimi, il cliente del loro ristorante "da sogno" assaggerà l'antipasto tradizionale eritreo con centopelle e fegato (il dulot), gusterà il cous cous o lo zighini (carne cotta per lungo tempo) con la salsa piccante berberè. Di sottofondo la musica dal vivo di musicisti africani che vivono e lavorano a Firenze e con cui sono già stati presi contatti. Insieme a Mencarelli Million e Alem stanno progettando incontri e conferenze a tema sull'Africa. Magari da ascoltare mentre Alem è impegnata nel "rito del caffé". Dura due ore: il caffè fresco viene tostato, macinato e bollito davanti ai clienti prima di essere servito.
Il sogno si è concretizzato a giugno, quando grazie anche all'aiuto di un supporter d'eccezione, l'avvocato penalista pistoiese Alessandro Mencarelli, sono riusciti a trovare la location giusta per il restaurant lounge: lo chef Marco Stabile, con il suo "L'ora d'aria" lasciava via Ghibellina per trasferirsi in via dei Georgofili. Alem, 38 anni, e Million, 36 anni, moglie e marito di origine eritrea residenti a Pistoia, hanno capito che era l'occasione da cogliere al volo per dare una svolta alla loro vita. Il sipario su African Sky si è alzato questa settimana, tra l'emozione dei due coniugi e quella dell'amico Mencarelli. I timori per la consapevolezza delle difficoltà che incontreranno lungo il percorso scalfiscono appena la voglia di trarre da questa esperienza l'obbiettivo prefisso. «Far capire - spiega Alem - che le nostre culture sono molto più affini di quello che viene percepito dall'immaginario italiano». E non solo per un passato coloniale che ha lasciato tante tracce in Africa. Con Alem ai fornelli e Million in sala African Sky sarà aperto al pubblico tutti i giorni dalle 17 alle 24, tranne il martedì. Al pubblico, e non solo ai clienti, perché il locale di via Ghibellina non sarà un semplice ristorante etnico, ma un luogo dedicato all'Africa, in cui il cibo sarà solo uno dei tasselli di un mosaico più completo. Gli faranno compagnia la musica, gli eventi, i concetti creativi che hanno l'ambizione di dare ad African Sky l'aura di un luogo cultura e non solo di un posto dove cenare. Million e Alem hanno gestito per tre anni il ristorante eritreo Exodus in via Amati, affiliato al circolo Arci. Un'esperienza entusiasmante e impegnativa, andata avanti tra grosse difficoltà.Alem ha due grandi passioni, oltre alla sua famiglia: la cucina e la moda. Cucina da sempre, e qualche anno fa ha preso il diploma di figurinista. L'arredamento del locale, i raffinati tessuti che coprono i tavoli, sono stati scelti e importati dall'Africa. La madre di Alem è venuta in Italia nel 1976, lei l'ha raggiunta a Firenze nel 1981. «A Firenze - spiega - ho imparato che il senso di appartenenza ad un luogo non è legato alla nascita, ma alla consapevolezza della sua cultura, e qui ormai mi sento a casa. Anche se negli ultimi dieci anni le cose sono cambiate molto». I fatti del 2001, lo straniero visto come un nemico. Alem ha sentito innalzarsi una barriera. «Non ho incontrato grosse difficoltà d'integrazione quando sono arrivata. Ma negli ultimi anni si è incrinato qualcosa, si vive peggio in Italia». E non solo per la crisi. Durante il primo viaggio di ritorno ad Asmara, capitale dell'Eritrea, nel 1993, Alem ha conosciuto Million, di due anni più giovane. Come quasi tutti i giovani eritrei, era un militare di professione. Si sono innamorati, sposati. Hanno avuto una figlia, Jacqueline, che ora ha 14 anni. Alem viveva a Pistoia con la figlia, Million ad Asmara. «Vedeva la figlia una volta l'anno. Abbiamo fatto di tutto per ricongiungerci». Million è riuscito ad arrivare in Italia nel 2002 e poco dopo è nata Perla, la seconda figlia, che oggi ha 7 anni. L'uomo ha lavorato in alcune aziende quarratine del mobile, poi, insieme alla moglie, ha deciso di buttarsi nell'avventura della ristorazione.
«Un'attività aperta quasi per divertimento - racconta - andato avanti bene anche se con molta fatica. Poi abbiamo conosciuto Alessandro, che ci ha dato il suo aiuto per concretizzare il progetto di African Sky». Gli stereotipi sono difficili da combattere, e sull'Africa e i suoi abitanti ce ne sono di radicati nella cultura occidentale. «Africano uguale disgraziato. Non è così - afferma Million - C'è una cultura ricca e profonda da scoprire, nel caso dell'Eritrea e dell'Etiopia fortemente influenzata dalla colonizzazione italiana». Sorseggiando un rosso Pinotage o un bianco Avondrust, entrambi vini sudafricani pregiatissimi, il cliente del loro ristorante "da sogno" assaggerà l'antipasto tradizionale eritreo con centopelle e fegato (il dulot), gusterà il cous cous o lo zighini (carne cotta per lungo tempo) con la salsa piccante berberè. Di sottofondo la musica dal vivo di musicisti africani che vivono e lavorano a Firenze e con cui sono già stati presi contatti. Insieme a Mencarelli Million e Alem stanno progettando incontri e conferenze a tema sull'Africa. Magari da ascoltare mentre Alem è impegnata nel "rito del caffé". Dura due ore: il caffè fresco viene tostato, macinato e bollito davanti ai clienti prima di essere servito.
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