Il Tirreno

Pistoia

Convegno dell’associazione Alice domani a Villa Cappugi. Sacchetti: «La malattia è curabile se i sistemi di accoglienza sono ben organizzati»

Una "rete" di informazioni contro l'ictus

Michele Galardini
Da sinistra il dottor Volpi e Maria Luisa Sacchetti
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Da sinistra il dottor Volpi e Maria Luisa Sacchetti

I bambini possono avere un ruolo importante perché più attenti ai fenomeni inconsueti

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 PISTOIA. I rappresentanti di Alice (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale) onlus si sono dati appuntamento ieri mattina nella sala della Misericordia in via del Can bianco per introdurre quelli che saranno i temi del prossimo convegno medico/scientifico che si svolgerà domani a Villa Cappugi sabato. Relatore principale del convegno, il presidente nazionale di Alice, dott. Maria Luisa Sacchetti.  Attorno al tema principale, quello della prevenzione e della cura dell'ictus, la dottoressa Sacchetti ha parlato dei problemi che sia i medici e il personale specializzato, sia la popolazione devono affrontare per dare un sostegno concreto alla cura di questa malattia. La novità più forte ha riguardato proprio l'appello a tutti i cittadini e, a monte, a tutte le istituzioni, per una conoscenza approfondita dei sintomi della malattia: «Stiamo facendo pressing sulle istituzioni affinché diffondano l'idea che l'ictus è sì, debilitante ma è soprattutto curabile se i sistemi sono ben organizzati per accogliere i pazienti».  Il cittadino, che secondo il dottor Gino Volpi, presidente di Alice Pistoia, è il primo terapeuta di se stesso, «deve saper riconoscere immediatamente i sintomi, come già accade con i dolori al petto che possono causare infarti al miocardio, e raggiungere prima possibile il presidio ospedaliero». Molta fiducia viene perciò data ai più piccoli, non solo perché passano più tempo a casa, a contatto con i membri più anziani della famiglia, ma soprattutto «perché sono più ricettivi, più curiosi, i più attenti ai fenomeni inconsueti. Basti ricordare che è stata proprio una bambina la prima ad aver avvertito lo tsunami in Indonesia, riuscendo così ad allarmare in tempo la popolazione».  Ma l'iniziativa privata in molti casi non basta, anche se accompagnata da un tempestivo trasporto in ospedale - massimo 3 ore dall'emergere dei primi sintomi, il tempo stimato per un buon intervento. La terapia della trombolisi è ad oggi lo strumento più efficace contro l'ischemia, anche se solo il 20% dei pazienti giunge in ospedale entro le 3 ore e di questi solo il 20% viene sottoposto alla terapia.  E così occorrono «maggiori competenze della popolazione affinché il sistema sanitario regga», secondo Alessandro Scarafuggi, direttore generale Asl 3 ma anche «l'allargamento della base in grado di distillare i comportamenti appropriati nel vivere quotidiano, evitando il fumo, le sostanze eccitanti e la sedentarietà», come afferma il dott. Egisto Bagnoni, presidente dell'Ordine dei medici di Pistoia e «la capacità della trombolisi di ridare al paziente la totale autosufficienza a seguito della terapia». Secondo la dottoressa Sacchetti, «c'è anche chi ha messo in moto un vero e proprio programma di aggiornamento finalizzato al benessere dei cittadini».  È il caso dell'Istituto alberghiero diretto da Adelmo Pagni che in collaborazione con l'Asl, Confcommercio e Confartigianato si è fortemente impegnato affinché il proprio corpo docente e i propri studenti, si perfezionassero nel preparare e servire menù per le patologie metaboliche come diabete, ipertensioni e malattie epatiche.  Per chi volesse approfondire i temi del discorso, appuntamento domani a villa Cappugi col convegno "La gestione del percorso diagnostico terapeutico Tia-Ictus Asl 3 Pistoia: il modello assistenziale, il ruolo dei professionisti e delle associazioni".

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