Il Tirreno

Pistoia

Nelle scuole superiori rientro in classe all'insegna della riforma

Elisa Pacini
Studenti davanti all’ istituto commerciale Pacini
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Studenti davanti all’ istituto commerciale Pacini

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 PISTOIA. Qualcuno era tornato sui banchi già da lunedì. Ma è da ieri che l'anno scolastico è ufficialmente iniziato per tutti gli studenti pistoiesi. È partito con gli abbracci tra i ragazzi che non si vedevano da tempo, con i capannelli di motorini davanti alle scuole, il traffico ingorgato su corso Gramsci e, soprattutto, con le polemiche per la tanto discussa riforma Gelmini che con l'inizio del nuovo anno scolastico, viene attuata interamente.  La campanella è suonata dopo settimane di agitazioni contro i pesanti tagli di una riforma accusata di entrare in tekel sull'istruzione pubblica. A sentire i ragazzi, nelle scuole c'è fermento, incertezza e (in alcuni casi) preoccupazione intorno ai cambiamenti dettati dalla riforma. Anche se i singoli istituti stanno facendo i salti mortali per garantire un rientro sereno a tutti.  In molte classi, la riforma è stato il primo argomento di lezione. «Ne abbiamo parlato subito alla prima ora» dice Gianluca Martinelli della IV A Pedagogico Vannucci. «Il nostro preside - spiegano Linda Calistri ed Eleonora Manca della V F dello scientifico Duca d'Aosta - ha mandato una circolare di saluto, dove ha sottolineato che soprattutto in questo momento, la scuola pubblica deve rimanere un punto fermo e va difesa».  I problemi del rientro non mancano. «I professori sono tutti cambiati - dice Andrea Cocchiarella, 3E al professionale Einaudi - anche noi stamani (ieri, ndr) abbiamo parlato delle novità della riforma. Del tetto delle assenze a 50 giorni, dello stravolgimento dell'orario».  Uno degli effetti del decreto Gelmini sono le classi molto numerose. Una situazione anche problematica, sentita al classico come all'istituto d'Arte Petrocchi e al Pacini. «In classe siamo 29 - dicono Sara e Maria Vittoria della VA del Forteguerri - perché da tre sezioni ne sono state fatte due».  Al Pacini i ragazzi sono preoccupati per l'allungamento dell'orario, conseguente all'introduzione delle lezioni da 60 minuti precisi. In molti si fanno portavoce dell'atmosfera interna alle scuole dove c'è voglia di capirne di più su quello che la riforma porterà. «Non si sa ancora come sarà definito l'orario - dicono Gianmarco Acerboni e Marilù Forte del biologico - ognuno dice la sua. Nessuno dà per scontato niente su quello che può accadere». I due amici si sono ritrovati insieme dopo un accorpamento di classi e nella loro 3C gli alunni toccano quota 27.  I ragazzi di VA di quello che ormai è l'ex liceo biologico sembrano tirare un sospiro di sollievo perchè possono guardare la "rivoluzione" da lontano. «Della riforma in questa scuola - spiega Matteo Catalani - se ne parla già dall'anno scorso, a noi non cambia molto ma per chi inizia sì. Il nostro indirizzo è il nuovo liceo delle "scienze applicate"».  «Anche per noi l'incognita è l'orario - dice Matteo Breschi - quando entrerà in vigore quello definitivo, dovremo uscire tutti i giorni alle 14 invece che alle 13,30 come l'anno scorso». «I prof di laboratorio sono tutti cambiati» dice Niccolà Contri, chiudendo il cerchio su uno scenario difficile, dove ai problemi non risolti passati, si sommano novità che stravolgono la scuola italiana. «Su queste novità mi sembra che non ci sia ancora molta chiarezza» confessano Riccardo Anselmi e Lorenzo Malevolti, terzo anno rispettivamente di Biologico e Igea.

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