Il Tirreno

Pistoia

Aumentata la loro presenza a Tobbiana e Fognano. Le proteste dei coltivatori

Olivi distrutti e viti mangiate i cervi assediano la collina

Beatrice Faragli
I cervi distruggono i filari dei vigneti
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I cervi distruggono i filari dei vigneti

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 MONTALE. Olivi distrutti e viti mangiate: i cervi non lasciano scampo ai coltivatori montalesi. Questa è l'annata nera per chi ha un pezzo di terra ai piedi della montagna.  Dall'invasione dell'estate 2009 sembra che non ci sia stata tregua. Anzi, la situazione è addirittura peggiorata. «I cervi non si sono mai allontanati, sia in estate che in inverno», spiega Maria Cristina Matteoni dai suoi 6 ettari di campo in zona Striglianella.  Proprio qui, andando da Fognano verso Tobbiana, si registrano i problemi maggiori. E' da quest'area che arriva la gran parte delle segnalazioni e delle lamentele dirette all'ufficio dei Vigili urbani. Il comandante Cataldo Lo Iacono parla di una «quantità notevole» di ungulati sul territorio. In questi mesi i Vigili hanno toccato con mano le preoccupazioni dei cittadini montalesi, registrando una mole di richieste d'aiuto mai avuta prima. Ci si lamenta per la perdita del raccolto ma non solo. I problemi vengono anche dalla strada. Oltre a graffiare gli olivi con le loro corna maestose e a mangiare i chicchi d'uva, soprattutto quando sono maturi, i cervi attraversano le vie portandosi dietro sassi e terra. Con oltre due quintali di peso tra un salto e l'altro creano delle piccole frane sul ciglio della carreggiata. «Si portano via tutto», spiega la Matteoni che ha segnalato ai vigili l'ennesimo cedimento appena sei giorni fa.  E ancora più recente è il pericolo di incidenti stradali. L'ultimo è del fine settimana: una macchina ha preso in pieno un cervo piantato in mezzo alla via, uno schianto senza danni per i passeggeri fortunatamente.  La zona premontana poi non è un angolo abbandonato a se stesso. Nelle frazioni montalesi più alte ci sono ben cinque ristoranti frequentati specialmente di sera. Non si parla quindi di stradine poco battute. Certo questi splendidi animali nelle aree collinari ci son sempre stati ma da un anno a questa parte la frequenza dei loro passaggi ha avuto un picco. Chi abita qui può vederli abitualmente sui campi. E' come se non risalissero più in quota ma restassero fermi lì, in quella via di mezzo coltivata dalla mano dell'uomo.  Con la nuova normativa regionale sulla caccia la Polizia provinciale, aiutata dai cacciatori stessi, è impegnata da luglio anche a Montale negli abbattimenti mirati. Troppo presto ancora per vedere qualche risultato. «L'obiettivo è di arrivare entro qualche anno a una presenza sostenibile dei cervi», spiega il vicepresidente Atc (Comitato di gestione Ambito territoriale di caccia) e rappresentante Coldiretti Lorenzo Pieracci. Dalla zona Striglianella però continuano a lamentarsi: «Qui - dice Maria Cristina Matteoni - sono venuti a fare un sopralluogo a inizio luglio ma poi non abbiamo visto più nessuno. Intanto la vigna è polverizzata. Quest'anno niente vino, si salva solo una damigiana».  

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