Borse in plastica addio: i supermercati hanno ancora difficoltà a gestire il cambiamento
Dal 2011 spesa solo con i biosacchetti, la Coop prima a adeguarsi
Luca Giuntini
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Verdura contenuta in sacchetti biodegradabili2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Borsa della spesa in plastica addio. Da gennaio 2011 una direttiva europea ne vieta l'utilizzo. Sarà sostituita dalla più ecologica sporta biodegradabile in amido di mais. Una rivoluzione dei consumi e delle abitudini che sarebbe dovuta scattare già l'anno scorso, ma un emendamento della Finanziaria ha posticipato tutto all'anno prossimo. Molti comuni italiani si erano già attivati per ridurre progressivamente, e in qualche caso (Torino) vietare la vendita delle borse in plastica. Anche Pistoia ha fatto la sua parte: dal 2009 ha avviato un confronto con i supermercati della città invitandoli a promuovere politiche ecocompatibili. La posizione di Palazzo di Giano è chiara: verrà chiesto il rispetto della direttiva europea. Ma la grande distribuzione è davvero pronta a questo cambiamento? Nei supermercati pistoiesi ci sono comportamenti contrastanti. Coop. Nei supermercati pistoiesi della catena le borse ecologiche hanno sostituito quelle in plastica da giugno 2009: «Siamo stati i primi in Italia - afferma Claudio Vanni, responsabile comunicazione UniCoop Firenze - In tutti i nostri punti vendita alle casse si possono acquistare solo le buste biodegradabili. Fino a poco tempo fa chi non richiedeva nemmeno quelle, perché portava la busta da casa, riceveva un bonus di 2 punti per la raccolta premi». Un meccanismo virtuoso che sembra trovare l'apprezzamento dei consumatori: l'80% dei clienti Coop apprezza le borse bio e il 60% arriva al supermercato già munito di borsa in tessuto per fare acquisti. Il prezzo degli shopper biodegradabili è di 5 centesimi. Due in più della classica busta in plastica. Conad. Se a livello nazionale i responsabili della catena sostengono che le borse ecologiche sono regolarmente utilizzate nei punti vendita dall'estate 2009, a livello locale la realtà è diversa: nella Conad di viale Adua non ci sono buste biodegradabili e si continua a vendere quelle classiche in plastica. nel punto vendita di San Biagio le borse in amido di mais hanno resistito solo due-tre mesi: poi sono state accantonate perché si rompevano con troppa facilità. Esselunga. Nel supermercato di viale Matteoti le buste biodegradabili sono in vendita a 4 centesimi da circa due anni. Accanto a quelle in amido di mais il consumatore può acquistare anche quella in cotone a 3,40 euro, in iuta a 1,95 euro e una borsa più grande, sempre in materiale ecologico, a 99 centesimi. Panorama. Le buste biodegradabili sono ferme in magazzino. Non vengono utilizzate perché costerebbero troppo al consumatore: circa 10 centesimi. Fino a quando sarà possibile, il supermercato Panorama di Sant'Agostino utilizzerà le borse in plastica. Al prezzo di 99 centesimi sono disponibili cinque modelli diversi di buste.
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