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La proposta dei bersaniani «Basta spaccature serve un Pd nuovo e unito»
Ramoscello d'ulivo agli uomini di Franceschini «Se si dialoga, ok ad una vostra proposta per il segretario»
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PISTOIA. «Unità nella chiarezza»: potrebbe essere questo il titolo del documento sottoscritto da un folto gruppo di esponenti bersaniani del Pd e che offre ad Area democratica, la componente che alle primarie 2009 sostenne Dario Franceschini, un robusto ramo d'ulivo per superare finalmente le lacerazioni esistenti a livello provinciale. Se la disponibilità al confronto verrà colta, i sottoscrittori si dicono disponibili a «valutare senza pregiudizi» la candidatura di un franceschiniano per la segreteria provinciale. La disponibilità all'accordo è espressa in un comunicato scaturito al termine di un'assemblea svoltasi venerdì al circolo Arci di Pontelungo. L'occasione dell'incontro era la discussione del documento "Cinque proposte per i prossimi congressi del Pd pistoiese", che circola già da diverse settimane e che è firmato da Piero Bargellini, Riccardo Fagioli, Lorenzo Magrini, Andrea Paci e Giovanni Sarteschi. Sul documento (aperto ad integrazioni) si stanno ancora raccogliendo le firme. A Pontelungo sono arrivate quelle di Monica Bani, Daniela Belliti, Samuele Bertinelli Samuele, Marco Brizzi, Franco Burchietti, Giuliano Calvetti, Alberto Ciampi, Maurizio Mazzocchi, Marco Pieracci. Il "documento dei cinque" parte dalla constatazione che a Pistoia il Pd è diviso a livello provinciale, tanto da essere commissariato. «Una situazione - si riconosce - della quale ciascuno porta una parte di responsabilità». Per questo «i congresi locali del prossimo ottobre devono porsi il compito di superare le divisioni in un partito unito e plurale anche a Pistoia». Di qui le cinque proposte: cambiamento di metodo nella partecipazione alle scelte (più spazio alla cittadinanza attiva degli iscritti rispetto alle logiche di gruppo), rinnovamento della classe dirigente, culturale, generazionale e di genere (basta con la continuità nella rappresentanza politica), proposte di governo in grado di affrontare una crisi economica e occupazionale senza precedenti in provincia, la scelta delle primarie per la selezione delle cariche istituzionali monocratiche, a partire dai sindaci, infine la responsabilità dei gruppi dirigenti (c'è una domanda di etica pubblica che - si dice - «il Pd pistoiese non ha saputo finora interpretare al meglio»). Autocritica per le divisioni, insomma, ma anche un esame impietoso dello stato del partito. E proprio per questo la sottolineatura dell'urgenza di un cambiamento, «innanzitutto in nome delle importanti responsabilità di governo che il Pd esprime sul territorio» come dice il documento dell'assemblea di Pontelungo, che ha manifestatamente apprezzato il contenuto del documento. «In questa prospettiva - conclude l'ordine del giorno sottoscritto a Pontelungo - se questa nostra disponibilità di confronto sarà colta fin da subito, e in un quadro di equilibri territoriali, affermiamo la nostra disponibilità a valutare senza pregiudizi una proposta per la segreteria provinciale avanzata da quanti si riconoscono in Area democratica. Per questo chiediamo un incontro ai rappresentanti di Area democratica, per discutere insieme della costruzione di questo possibile quadro unitario».
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