Il Tirreno

Pistoia

Federcaccia: sbagliato non cacciare lo storno

«Fanno danni come i cinghiali, ma nessuno si muove»

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 PISTOIA. Perché contro i danni prodotti dai cinghiali tanta mobilitazione, da parte degli enti locali, e per quelli creati dagli storni, nulla o quasi? Se lo chiede la Federcaccia provinciale, dopo che il via alla stagione venatoria di quest'anno non ha visto arrivare il tanto atteso nulla osta per la caccia allo storno.  «Alcuni Tg nazionali - scrive la Federcaccia pistoiese - prendendo a spunto la notizia dell'invasione dei cinghiali presenti ormai massicciamente in tutta Europa, hanno riportato un servizio in merito ai danni prodotti dai vari tipi di fauna selvatica. Fra l'altro, e non poteva essere altrimenti, si sono citati anche quelli prodotti dagli storni i quali ormai imperversano indisturbati ed in maniera sempre più consistente non solo nelle campagne dove mangiano e distruggono di tutto, ma anche nelle città dove creano problemi sempre più pesanti».  In molti stati europei non a caso la caccia allo storno è consentita. «È opinione della Federcaccia pistoiese - prosegue la nota - che nel nostro paese la questione storno sia stata affrontata a livello governativo prima e regionale poi, con una certa superficialità, tanto per accomodarla momentaneamente, per mettere una pezza provvisoria al tema in discussione, ma non si è mai voluto chiarire una volta per tutte la questione».  Invece le associazioni agricole e quelle venatorie da tempo chiedono provvedimenti ordinari e straordinari nei confronti di questo volatile ma per ora senza successo.  «Perché - chiede a questo punto Federcaccia - per ridurre i danni prodotti dai cinghiali si sono adottate tutte le misure venatorie per diminuirne la specie, mentre per lo storno non si fa niente o molto poco in tal senso? Molto si imputa alle normative comunitarie che impongono certe regole ma allora Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Romania non fanno parte della Comunità Europea? Perché in questi Paesi lo storno è comunemente cacciabile mentre in Italia no? I Governi e le Istituzioni di quei Paesi sono più ascoltati del nostro, oppure hanno affrontato il problema si con grande rispetto verso le norme comunitarie ma forse in maniera altrettanto decisa nel far valere le proprie ragioni nazionali?».  L'auspicio della Federcaccia è che «anche i nostri politici, governanti in testa, si ricordassero in maniera un po' più incisiva della caccia e dei cacciatori e non cercarli e tirarli per la giacchetta solo a ridosso delle elezioni».  «Noi della Federcaccia pistoiese - conclude la nota - non ci stancheremo di lottare e di fare pressioni ad ogni livello, affinché lo Storno venga riammesso a tutto titolo tra le specie cacciabili. Se così fosse, si potrebbero far collimare molti interessi; quello agricolo, quello venatorio e perché no, anche quello culinario».

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