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Statuto comunale. Pioggia di critiche alla vigilia della discussione in consiglio
Impotenza e rassegnazione
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Un momento dell’assemblea di mercoledì seraDecine di cittadini all'assemblea sulla contestata bozza
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MONTALE. L'assemblea sulla tanto contestata bozza di statuto comunale ha portato, mercoledì sera, quasi settanta montalesi al circolo Arci del capoluogo. Alla guida della riunione, indetta dalle forze del centrosinistra, i consiglieri d'opposizione Sandro Nincheri e Valentina Meoni. Dal palco i due hanno risposto alle domande dei cittadini, poche e non certo incalzanti. Fatta eccezione per l'intervento, fogli alla mano, di Roberto Fedi, del centrodestra. Il clima da vigilia s'è fatto sentire. L'incontro - ventiquattr'ore prima del consiglio comunale di ieri sera, con lo statuto in discussione - ha anticipato alcuni dei temi più caldi da affrontare nella sala della Badia. Un centinaio gli emendamenti presentati: «Dal consiglio, dagli organi tecnici del Comune, ma nessuno dai cittadini» spiega la Meoni. «Non è certo un documento condiviso». «Gli uffici stessi - sottolinea Nincheri - hanno emendato, dimostrazione questa dell'iter usato per la stesura della bozza». Correzioni quindi che sarebbero arrivate un po' da ogni parte, addirittura «dalla stessa maggioranza», per far fronte a errori tecnico-formali enormi. Denuncia anche sui lavori condotti in commissione statuto: «Non c'è stato un incontro che si sia concluso dopo le undici. E' mancata la discussione, l'approfondimento. Non si è parlato di niente», ha detto con amarezza il capogruppo di Montale progetto comune. Dalla platea è arrivato un sentimento di impotenza condiviso. «Non c'è un modo per noi cittadini d'intervenire?» chiedono dalle file centrali. «Non è previsto dal documento nessun tipo di referendum - spiega la Meoni - nemmeno consultivo. Anche su questo presenteremo un emendamento». Inoltre i 30 giorni a disposizione dei montalesi per apportare la propria idea al testo si sono chiusi a fine agosto senza una sola osservazione. «Hanno scelto di dialogare coi cittadini mentre erano in ferie», dice Nincheri sulle decisioni "miopi" dell'amministrazione. Distacco infine dal contenuto della bozza: «Hanno fatto un copia e incolla di quella presentata dalla giunta Razzoli. Non sono partiti da zero come avrebbero dovuto e hanno stravolto un testo che adesso manca d'equilibrio, tanto che è difficile anche emendarlo», commenta la capogruppo del Pd.
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