Ledizione numero 25 della sfida tra i rioni si è conclusa con una grande partecipazione
Un intero paese per la finale del torneo
B.F.
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Marco Cati 2 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. I biancorossi del Dore portano a casa la coppa tra il tifo e le urla dei montalesi in festa: si chiude così il 25º Torneo dei rioni, un quarto di secolo passato tra campanilismo e passione. Che sia Smilea, Stazione, Bigattiera, Ugna, Tobbiana, Fognano o Dore a vincere, poco importa: questo è il palio di Montale, un evento in cui ci si dà battaglia e per cui ci si prepara con impegno e dedizione. «E' un appuntamento fatto dalla gente del posto per i compaesani», ha detto il presidente Marco Cati, che mercoledì sera, con la squadra guidata dal ct Alessandro Paesano, è arrivato a conquistare il 7º titolo. «Non ci sono turisti né interessi economici a muovere tutto questo. Al campo per la finale si sono riunite quasi mille persone, cittadini di ogni età. C'erano le fidanzate pronte a supportare i calciatori, ma anche intere famiglie "agguerrite" nel difendere i nostri colori e, dall'altra parte, la bandiera dello Smilea. I più anziani poi, tra i primi a prendere d'assalto le tribune, sono quelli maggiormente vicini all'evento». Il trofeo, infatti, è figlio di alcune indimenticate personalità, del passato che al territorio hanno dedicato tempo e lavoro. Grandi nomi di Montale come Romano Nencini, un pioniere dello sport giovanile nel comune e dintorni, e Paolo Perugi, celebre campione della massima categoria, inaugurarono il torneo già nel '76. Per le nozze d'argento le sette formazioni si sono sfidate proprio su quei campi, l'ex Mazzola e il parrocchiale, dalla scorsa primavera intitolati ai due compianti concittadini. Tante quindi le evocazioni suggerite da questa 25ª edizione. Un filo diretto col passato, una tradizione che si rafforza d'anno in anno. Anche la conclusione è ormai consuetudine: i ragazzi del Dore, dopo essersi riempiti la pancia coi dolci fatti dalle donne del rione, hanno sfilato in corteo per le vie del paese a suon di canti e sfottò. «Per un altro anno - dice Cati tra scherzi e allegria - nelle tante discussioni su fazioni e campanilismo potremo avere la meglio».
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