Il Tirreno

Pistoia

Giostra. La replica di Fabio Dolfi

«Giannini non ha corso perché non era all'altezza aveva troppa paura»

Fabio Dolfi
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Fabio Dolfi

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 PISTOIA. Nei giorni scorsi, intervistato dal Tirreno, Alessio Giannini, uno dei fantini più conosciuti e vincenti della storia della Giostra dell'Orso, ha spiegato i motivi del suo clamoroso divorzio, a dieci giorni dal palio, dal Grifone per accasarsi al Drago. Cambio di squadra che non gli ha consentito di correre domenica scorsa. Ma le sue parole non sono piaciute al suo oramai ex presidente di rione, Fabio Dolfi, che vuole fornire la sua versione dei fatti.  «Leggendo le sue parole - spiega il numero uno del Grifone - c'è un'offesa all'operato dello staff dirigenziale del mio rione che non mi va bene. Il cavallo che doveva montare, Black Whisky, l'ho comprato io nel settembre 2009 e lo andai a visionare direttamente con lui. Da quella data, però, lo ha montato soltanto un paio di volte, e d'inverno è sempre rimasto fermo nelle scuderie. Poi, intorno a fine maggio, lo ha provato nuovamente ed ha sempre trovato delle scuse».  E, qui, qualcosa è cambiato, e non in meglio. «Fu deciso - continua Dolfi - di farlo montare ad un altro fantino e la pista ha detto che quel cavallo, su tre tornate, ha fatto altrettanti primi posti, quindi vuol dire che era più che efficiente. Dopo questo cambio, ho messo a disposizione di Giannini altri due animali ma, con entrambi, ha ripetuto la stessa storia, e gli ho prospettato tre vie: correre, fare la riserva o andarsene. Ha scelto la terza».  Da profondo conoscitore della Giostra e dei segreti di piazza Duomo, il presidente del Grifone si è fatto un'idea di come mai Alessio Giannini non ha corso l'ultimo palio. «Perché non era all'altezza del Giannini degli anni passati, aveva troppa paura». S.M.

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