Il Tirreno

Pistoia

«Pistoia non è una città ingessata»

Uno dei cantieri aperti nell’area ex Breda
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Uno dei cantieri aperti nell’area ex Breda

Dall'ex Breda al nuovo ospedale: l'assessore respinge le accuse dei professionisti

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 PISTOIA. «Pistoia non è una città ingessata e per constatarlo basta vedere i cantieri che sono stati attivati negli ultimi anni: le Fornaci, il nuovo ospedale, le aree ex Breda, solo per citare i maggiori. Del resto, dopo l'adozione del regolamento urbanistico, il consiglio comunale ha adottato recuperi di aree ed immobili privati importanti, come quelli dell'area Bardelli, Villa Paradiso e dell'area della Misericordia».  Inizia così l'intervento dell'assessore all'Urbanistica Silvia Ginanni in risposta all'estratto delle osservazioni degli ordini professionali pubblicato a mezzo stampa.  «A parte il fatto che alle osservazioni si risponderà in consiglio comunale attraverso le controdeduzioni - spiega l'assessore Ginanni - perché quella è la sede deputata, essendo chiamati in causa dalla pubblicazione di parte di esse, ritengo doveroso esplicitare il punto di vista dell'amministrazione comunale».  «Il regolamento urbanistico punta sul recupero dell'esistente e sul minor consumo di suolo - afferma Ginanni - anche in base agli indirizzi regionali. Per questo sono d'accordo a verificare la normativa adottata sul recupero degli edifici costruiti prima del 1953. Si tratta di consentire uno sviluppo equilibrato della città, proporzionato alle esigenze di crescita e di rispetto delle risorse essenziali del territorio. Per questo motivo si è sostituita la possibilità di dare un indice edilizio per nuove costruzioni, con la possibilità di ampliare gli edifici recenti fino a 25 metri quadrati ad alloggio, permettendo alla gran parte dei cittadini quei piccoli interventi sull'esistente che si lamenta sarebbero esclusi. Faccio anche notare che nel 2009 le pratiche edilizie che richiedevano l'attivazione delle cosiddette "zone B" sono state una decina su oltre mille, per cui dire che su quelle ruota tutta l'economia mi pare sinceramente una forte sopravvalutazione».  «L'altro principio inaugurato dal regolamento urbanistico è quello della perequazione - prosegue l'assessore - che permette di richiedere, a chi realizza, la cessione di aree per standard urbanistici ulteriori rispetto a quelli di legge, il che si traduce in più verde e più servizi. Cambiare le regole per venire incontro ai bisogni veri e reali della città non mi pare significhi burocratizzare le procedure, che rimangono sostanzialmente, per queste aree, quelle dei piani attuativi».  «Infine, per quanto riguarda l'area del Dano e di Pistoia Ovest, l'amministrazione prevede zone per grandi attrezzature sportive, venendo anche qui incontro a un forte bisogno della città. Peraltro, per il viale Adua si conferma lo stop a nuove edificazioni, ma anche il rafforzamento di alcuni poli di servizi, come l'area scolastica dei Geometri, l'area sportiva di Pistoia Ovest ed il recupero della ex fornace di Vicofaro, che rispondono ad esigenze reali. Accompagnato a ciò, si prevede anche il prolungamento di via Salvo d'Acquisto, con il collegamento con il Ponte Europa e la realizzazione di un parcheggio scambiatore, che serviranno proprio a riequilibrare il traffico».  «Ho lasciato volutamente in fondo le Ville Sbertoli - conclude l'assessore - perché si tratta dell'argomento che personalmente, come amministratore, fa più male. L'ordine è stato invitato, insieme a tutti gli altri, a dare il proprio contributo nel percorso partecipativo, ma non si è mai né visto né sentito. L'amministrazione, a seguito anche di quel percorso, ha previsto nelle Ville Sbertoli un polo di area metropolitana, multifunzionale, con un centro di ricerca per l'arteterapia, un centro congressi, un grande parco cittadino, servizi. Svilire tutto questo e pensare ad una speculazione con un grande albergo non mi pare sia una risposta adatta ad una classe di professionisti che vogliano far crescere la città».

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