Il presidio
Repower, a gennaio via ai lavori
Fabio Calamati
Accordo per la centrale a metano, si comincia con 30 assunzioni
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PISTOIA. Mancano solo le firme sull'accordo che sancirà la rinascita della Radicifil, l'azienda chimica chiusa il 1º maggio del 2009. Ieri mattina incontro decisivo a Firenze, intorno al tavolo si sono ritrovati i rappresentanti del gruppo svizzero Repi-Repower, la Regione e il Comune. Alla fine dell'incontro tutti d'accordo sugli impegni da assumere, che saranno messi nero su bianco e assunti ufficialmente il prossimo 28 luglio.
A dare l'annuncio della svolta definitiva nella vicenda è stato l'assessore alle attività produttive Barbara Lucchesi all'inizio del consiglio comunale di ieri. Qual è il contenuto dell'accordo? Nell'ex Radicifil di Ponte alla Pergola sorgerà una centrale per la produzione di energia elettrica alimentata da gas metano. La produzione di energia elettrica, del resto, è proprio l'attività principale della Repower, che dispone di centrali proprie in Svizzera (soprattutto idroelettriche), in Italia (gas ed eolico) e in Germania (eolico).
«L'impegno della Repower - ha sottolineato Lucchesi - è quello di riassumere, dopo un periodo di formazione e riconversione, gli ex dipendenti della Radicifil e, se ci sarà bisogno, anche quelli della Mas. E questo processo dovrebbe prendere il via fin dall'apertura dei cantieri per la realizzazione del nuovo stabilimento». Ricordiamo che al momento della chiusura, il 1º maggio 2009, i dipendenti Radicifl erano 137.
«Repower - ha aggiunto Lucchesi - si è impegnata a presentare entro 6 mesi il progetto esecutivo e a completare in tre anni la realizzazione della nuova centrale. Il primo passo sarà la riassunzione di 21 dipendenti interni e di 9 dell'indotto ex Radicifil». Parallelamente saranno aperti due tavoli, uno con i sindacati ed uno con le istituzioni, per concordare azioni positive a favore della comunità di Ponte alla Pergola, chiamata ad accogliere un impianto industriale di portata significativa.
Lucchesi ha concluso sottolineando che l'operazione Repower non esaurisce le potenzialità dell'ex Radicifil e che il Comune continuerà a lavorare perché altre aziende colgano l'occasione di un insediamento a Ponte alla Pergola. L'unico intervento seguito a quello dell'assessore, firmato dal capogruppo An Alessandro Capecchi, ha sollecitato la giunta a far conoscere quanto prima i termini esatti dell'accordo, in modo che sia possibile soppesare con cognizione di causa vantaggi (nuova occupazione) e svantaggi (impatto ambientale) dell'operazione.
La prospettiva di un insediamento dell'azienda svizzera era emersa come possibile nel marzo scorso, dieci mesi dopo la traumatica chiusura dello stabilimento Radicifil e l'inizio della lotta dei lavoratori, che fin dall'inizio hanno cercato una soluzione che rilanciasse l'occupazione e i posti di lavoro. Nel dibattito si sono inseriti anche gli abitanti della zona, preoccupati per l'eventuale insediamento sia della nuova centrale a gas, sia dell'impianto comunale per il trattamento dei rifiuti, inserito nel regolamento urbanistico adottato a marzo dal consiglio comunale.
A dare l'annuncio della svolta definitiva nella vicenda è stato l'assessore alle attività produttive Barbara Lucchesi all'inizio del consiglio comunale di ieri. Qual è il contenuto dell'accordo? Nell'ex Radicifil di Ponte alla Pergola sorgerà una centrale per la produzione di energia elettrica alimentata da gas metano. La produzione di energia elettrica, del resto, è proprio l'attività principale della Repower, che dispone di centrali proprie in Svizzera (soprattutto idroelettriche), in Italia (gas ed eolico) e in Germania (eolico).
«L'impegno della Repower - ha sottolineato Lucchesi - è quello di riassumere, dopo un periodo di formazione e riconversione, gli ex dipendenti della Radicifil e, se ci sarà bisogno, anche quelli della Mas. E questo processo dovrebbe prendere il via fin dall'apertura dei cantieri per la realizzazione del nuovo stabilimento». Ricordiamo che al momento della chiusura, il 1º maggio 2009, i dipendenti Radicifl erano 137.
«Repower - ha aggiunto Lucchesi - si è impegnata a presentare entro 6 mesi il progetto esecutivo e a completare in tre anni la realizzazione della nuova centrale. Il primo passo sarà la riassunzione di 21 dipendenti interni e di 9 dell'indotto ex Radicifil». Parallelamente saranno aperti due tavoli, uno con i sindacati ed uno con le istituzioni, per concordare azioni positive a favore della comunità di Ponte alla Pergola, chiamata ad accogliere un impianto industriale di portata significativa.
Lucchesi ha concluso sottolineando che l'operazione Repower non esaurisce le potenzialità dell'ex Radicifil e che il Comune continuerà a lavorare perché altre aziende colgano l'occasione di un insediamento a Ponte alla Pergola. L'unico intervento seguito a quello dell'assessore, firmato dal capogruppo An Alessandro Capecchi, ha sollecitato la giunta a far conoscere quanto prima i termini esatti dell'accordo, in modo che sia possibile soppesare con cognizione di causa vantaggi (nuova occupazione) e svantaggi (impatto ambientale) dell'operazione.
La prospettiva di un insediamento dell'azienda svizzera era emersa come possibile nel marzo scorso, dieci mesi dopo la traumatica chiusura dello stabilimento Radicifil e l'inizio della lotta dei lavoratori, che fin dall'inizio hanno cercato una soluzione che rilanciasse l'occupazione e i posti di lavoro. Nel dibattito si sono inseriti anche gli abitanti della zona, preoccupati per l'eventuale insediamento sia della nuova centrale a gas, sia dell'impianto comunale per il trattamento dei rifiuti, inserito nel regolamento urbanistico adottato a marzo dal consiglio comunale.
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