Italia
Gli abitanti del centro prigionieri di un'orda selvaggia
Marta Quilici
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Via dei Fabbri sabato mattina alle 5: rifiuti di ogni tipo e muri trasformati in vespasiani 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. I residenti del centro sono scappati. Almeno chi ha potuto. La notte Blues è passata, ma per le vie rimane sporcizia e, soprattutto un odore acre e intenso di birra, sangria, urina ed altro ancora. Si spengono le luci sulla trentunesima edizione del Pistoia Blues: quello che rimane è il ricordo, per chi c'è andato, delle grandi esibizioni dal palco, ma anche il cerchio alla testa mattutino per tutti coloro, ben più numerosi, che hanno fatto la notte brava nelle vie del centro. Rimane anche, però, il malumore dei residenti e di alcuni negozianti del centro che stamattina dovranno fare i conti con lo sporco e, in alcuni casi, anche con qualche danno alle vetrine e alle serrande. Il lastricato delle strade del centro, nonostante il passaggio, tutte le sere, dei mezzi di pulizia, è ancora testimone delle nottate passate. Quello che più si avverte è l'odore che hanno assunto tutte le vie del centro in questi giorni: un odore acre e penetrante che nasce da un mix micidiale di alcol, urina, vomito e, nelle vie più buie e meno frequentate, anche di altri escrementi. Per gli abitanti della zona la soluzione è una sola: andarsene. Ma non tutti possono. «I miei vicini di casa - spiega il Luciano Mulinacci, abitante di piazzetta Romana - se ne sono andati quasi tutti. Siamo in rimasti due o tre abitanti in questi giorni in tutta la piazza: alcuni sono andati dai figli, dai parenti, o nelle case di montagna. Insomma: scappano tutti. Io sono dovuto rimanere, ma se avessi potuto, me ne sarei andato anch'io. Il problema è la notte». Piazzetta Romana è la roccaforte della notte Blues, l'ultimo posto ad essere stato abbandonato dai giovani. Ieri mattina l'odore che proveniva dalla ripa che da via dei Fabbri porta alla piazza era nauseante. Per terra lo zucchero della sangria era incrostato al lastricato e negli angoli erano ancora visibili i rigoli di urina, nonostante a pochi metri, proprio nella piazza, fosse allestito un bagno chimico. In via della Nave, traversa di piazza della Sala, negli angoli, e vicino agli scalini delle case, c'erano ancora pezzi di frutta intrisi di vino, scappati da qualche brocca o bicchiere di sangria. Stessa situazione in via del Lastrone dove non mancava anche qualche lattina di birra, lasciata per terra da qualcuno che sabato notte ha fatto ancora più tardi degli operatori ecologici di Publiambiente che hanno pulito le strade fino quasi a mattina. Questa è anche la situazione di via dei Fabbri che ieri mattina era sicuramente una delle strade nelle peggiori condizioni: il lastricato era completamente ricoperto da una patina lucida e appiccicosa, intervallata da qualche rifiuto solido. L'odore era ovviamente sgradevole e reso ancora più intenso dal caldo e dall'umidità di questi giorni. Via dei Fabbri, infatti, nelle sere del Blues è una delle strade più affollate dai ragazzi. I banchini di birra, sangria, rum e pera e "shottini" vari costeggiano tutta la via fino ad arrivare in piazza della Sala. Ed è sempre in via dei Fabbri che si conta anche qualche danno agli esercizi commerciali: la serranda del negozio di abbigliamento e calzature per bambini è stata sfondata. «E dire che l'avevano rifatta un mese fa - spiega il signor Vincenzo, che abita proprio nel palazzo di fronte -. Io non sono contrario alle manifestazioni musicali, ma questo sta diventando un rito tribale in cui si cerca lo sballo e basta. Non c'è, alla base, nessun tipo di cultura». Via della Torre, traversa buia e poco frequentata, dietro a piazza Duomo, è invece una di quelle strade elette a "bagni pubblici" dagli avventori della nottata, insieme a tutte le traverse di via Cavour in direzione corso Fedi.
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