Il Tirreno

Pistoia

Steven Wilson affascinato: «Unique city»

Michele Galardini
È toccato al gruppo italiano Astra aprire la prima serata in piazza del Duomo
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È toccato al gruppo italiano Astra aprire la prima serata in piazza del Duomo

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 PISTOIA. Prima serata di Pistoia Blues, fra performance ad altissimo livello, incontri inaspettati e una piazza piena per metà. Andiamo per gradi. I primi a salire sul palco, gli Astra - da non confondere con l'omonimo gruppo metal romano - ci riportano indietro con la mente e con gli occhi ad un periodo, quello per certi versi felice di Woodstock, della psichedelica. Interpreti di un progressive rock molto più moderno sono invece i North Atlantic Oscillation, quattro giovani musicisti scozzesi dotati di buona tecnica e di un sound che ancora deve trovare piena maturazione. Nelle loro canzoni si avvalgono spesso di supporti digitali, i loro incipit sono sovente dettati da partiture pre-registrate di atmosfera a volte bucolica a volte distorta. E mentre il loro concerto volge al termine appare in mezzo al pubblico Daniel Cavanagh, cantante e fondatore, assieme al fratello gemello Vincent, degli Anathema, che fra un autografo e una foto con alcuni fan ha anche il tempo di rilasciare una breve battuta di apprezzamento per i North Atlantic: «Mi sono piaciuti molto, anche se giovani sono davvero bravi!».  Sarà un leitmotive della serata vedere i membri dei gruppi serpeggiare fra il pubblico, bevendo una birra. Salgono poi sul palco gli Anathema, epigoni del doom metal assieme a gruppi come i "Paradise lost" e "My dying bride". A chiudere, headliner della serata, i Porcupine Tree di Steven Wilson che prima dell'esibizione spiega come sia stato difficile, inzialmente, portare avanti un certo tipo musica, il progressive: «Era difficile alla fine degli anni '80 fare musica ispirata agli anni '70, ci muovevamo in ambito underground e tutt'ora - sorride - siamo un gruppo underground. Lo spartiacque vero è l'uscita di "Ok Computer" dei Radiohead, dove un certo tipo di sonorità a noi vicina ha avuto la possibilità di raggiungere le masse, seguito da gruppi come Muse, Mars Volta, Flaming Lips». Un'ultima battuta la riserva alla città, definendola «Unique city», con la speranza di un suo ritorno.  La piazza si riempie lentamente e dal pallido pubblico delle 20, assiepato a ridosso del palco senza troppi problemi, si passa ad una cifra ragguardevole di circa duemila spettatori verso le 22 che, in pieno spirito da rock festival, decidono di seguire il concerto in piedi, tranne una piccola compagine seduta sulla gradinata lato Tribunale; non pervenuta, invece, la tribuna lato Cattedrale.

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