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Pistoia

Chi ha il passo carrabile nelle strade strette paga anche la Cosap

Chi ha il passo carrabile nelle strade strette paga anche la Cosap

«In un anno mi sono visto raddoppiare la tariffa» Proteste per una norma approvata in consiglio nel 2009

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Ci sono strade nel centro storico, dove chi ha il garage, dal 2009 non paga solo la tariffa del passo carrabile, come sembrerebbe auspicabile, ma anche la Cosap, cioé la tariffa per l'occupazione del suolo pubblico. Una novità introdotta dal consiglio comunale ormai da circa un anno e che recepisce alcune norme del nuovo codice della strada, ma passata pressocché sotto silenzio. Almeno fino a quando alcuni cittadini non hanno notato il balzello all'arrivo dei bollettini Cosap del 2009, più che raddoppiati rispetto alla cifra del semplice passo carrabile. Nemmeno pochissimi, se lo stesso dirigente dei tributi Giovanni Lozzi parla di alcuni centinaia di casi rispetto alle quasi 7.000 concessioni di passi carrabili sul territorio comunale.

La caratteristica comune a questi nuovi doppi contribuenti, è quella di abitare in strade strette e di aver presentato una richiesta di estensione di fronte del passo carrabile, in pratica la possibile di estendere il divieto di sosta alla parte che si trova dirimpetto al garage. Richiesta motivata col fatto che, essendo la strada stretta, nel fare manovra per uscire ed entrare dal garage, sarebbe mancato lo spazio se il parcheggio era occupato. Un caso emblematico è quello di Umberto Reali, residente in via Crispi. In una lettera, reali mostra l'ultimo bollettino Cosap del 2009, con la cifra di 116,44 euro. «Nel 2003 richiesti l'estensine di fronte perché in quel tempo era consentita la sosta di fronte - racconta il lettore - L'estensione venne concesse gratuitamente fino al 2008. Fino allora, per il solo passo carrabile, pagavo 24,56 euro, poi nel 2008 la tassa aumentò a 38,82 e nel 2009 è più che raddoppiata: 116,44 euro. Questo perché a coloro che hanno il garage in strade strette viene imposto il pagamento del suolo pubblico di fronte».

La normativa di riferimento, approvata dal consiglio comunale, recita che «a decorrere dall'anno 2009 il canone è dovuto per tutti i passi carrabili e cioé per quelli che dispongono del cartello di divieto di sosta rilasciato dal Comune, o che comunque comportano un'occupazione del suolo pubblico con modifiche del piano stradale... A decorrere dal 2009 le estensioni laterali e sul fronte opposto pagano il canone con la tariffa base del suolo». Secondo Reali «non è giusto che, dal momento che il passo carrabile viene richiesto per uscire ed entrare con un'auto, si faccia pagare una tassa sul suolo pubblico che, anzi, viene reso più disponibile da coloro che rimettono in sosta l'auto nella propria proprietà, liberando così spazio per gli altri utenti».Il dirigente Giovanni Lozzi, invitando Reali a recarsi negli uffici per discutere la sua pratica, ricorda che «al di là della decisione del consiglio comunale, è il codice della strada a imporre regole più severe di prima sui passi carrabili. Il senso è che non è il Comune a imporre la tariffa, ma è il cittadino che chiede l'autorizzazione se, per interessi privati, ritiene di dover occupare una parte del suolo pubblico. Se il cittadino crede di dover rinunciare all'estensione del fronte del passo carrabile perché ora paga il suolo pubblico, la cui tariffa è effettivamente doppia, può farlo benissimo».

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