Il Tirreno

Pistoia

Sono 22 i posti letto riservati ai circa 2.000 pazienti che ogni anno si sottopongono a interventi poco invasivi

Nuovo reparto per le degenze brevi

Cinzia Lupi, direttore dell’ospedale. A fianco, parte dell’équipe della week surgery diretta dal dott. Sandro Giannessi
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Cinzia Lupi, direttore dell’ospedale. A fianco, parte dell’équipe della week surgery diretta dal dott. Sandro Giannessi

Operativa all'ospedale del Ceppo la "Week surgery" di chirurgia

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 PISTOIA. Operativa all'ospedale di Pistoia la "Week surgery" di chirurgia, con 22 posti letto per gli interventi a degenza breve. Una nuova organizzazione che ottimizza il percorso operatorio per ernie, colecisti, artroscopie alla spalla, linfonodo sentinella e laparoisterectomie.  La week surgery, diretta dal dottor Sandro Giannessi, è stato pensata per quei pazienti che devono effettuare interventi chirurgici e procedure diagnostiche e terapeutiche invasive e semi-invasive, con una degenza che non potrà protrarsi per più di cinque giorni.  La caratteristica del settore week surgery è, infatti, quella di restare aperto dal lunedì al sabato mattina; i pazienti che non potranno essere dimessi verranno trasferiti presso la degenza ordinaria all'interno della stessa area chirurgica.  Il nuovo setting assistenziale affianca, ed integra, la day surgery (chirurgia di un giorno), già da molti anni presente nell'ospedale di Pistoia.  Con questa apertura si completa perciò il processo di riorganizzazione dell'area chirurgica in base all'intensità di cure: non più impostata per reparti differenziati ma secondo le modalità assistenziali, la durata e la tipologia del ricovero.  «Il superamento dello schema tradizionale delle unità chirurgiche - spiega la dottoressa Cinzia Lupi, direttore dell'ospedale - è stato possibile grazie all'impegno di tutto il personale, medico ed infermieristico, che ora lavora condividendo competenze, professionalità e risorse. In particolare la week surgery si è sviluppata grazie al sempre più diffuso impiego nella nostra chirurgia delle tecniche chirurgiche mininvasive ed anestesiologiche, che consentono una degenza più breve».  Gli interventi più comunemente eseguiti in week surgery sono: ernie e laparoceli, colecistectomia laparoscopica, patologia mammella e patologia proctologica, interventi sulla carotide e di varici arti inferiori, laringoscopie e interventi sulla tiroide e parotide, correzione dell'alluce valgo, interventi in artroscopia su spalla e ginocchio e ricerca linfonodo sentinella per il melanoma.  Nel presidio ospedaliero di Pistoia in un anno sono stati effettuati circa 2.000 interventi che hanno avuto una degenza compresa tra i 2 e i 5 giorni. La presenza media giornaliera di pazienti è stati pari a circa 22-24 posti letto. Si prevede pertanto che, a regime, nella week surgery si potranno effettuare tra i 1.500 e i 2.000 interventi all'anno, con una presenza media giornaliera di 20-22 pazienti. Le attività assistenziali sono assicurate da un pool composto da 10 infermieri e 2 operatori socio-sanitari, diretti dalla coordinatrice infermieristica Erica Gualtieri.  La week surgery è stata realizzata al primo piano del padiglione "Nuove degenze", nei locali prima occupati da urologia. Sono stati effettuati interventi di adeguamento per accogliere le nuove funzioni. Le camere sono tutte con bagno a 1, 2 o al massimo 3 posti letto. Gli ambienti sono stati tutti rinnovati anche con nuovi arredi. E' inoltre presente un'ampia e luminosa sala soggiorno.  Da questa nuova organizzazione delle degenze si attendono benefici per il paziente e per l'intero sistema socio-sanitario. Tra i vantaggi più importanti ci sono degenze ospedaliere più brevi, ridotto allontanamento dall'ambiente familiare e scarsa alterazione delle normali abitudini di vita, precoce mobilizzazione e rapida ripresa dell'attività lavorativa, maggiore attenzione individuale e personalizzazione dell'assistenza in un ambiente confortevole nel quale i bisogni dell'utenza hanno un livello di intensità uniforme. Aspetti da non sottovalutare sono, inoltre, una contrazione dei costi per unità di degenza ed una più appropriata possibilità di gestione dei posti letto in una logica di aree funzionali.  Complessivamente si assiste ad una razionalizzazione dell'attività chirurgica con risvolti economici positivi, dati principalmente dalla diminuita necessità di personale infermieristico, che può essere reimpiegato nei settori con livello di assistenza superiore.

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