La rabbia di via Mascagni
B.F.
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Canne e fogliame invadono la strada da passeggio Aria insalubre, ratti, zanzare e buche nella strada «Situazione insostenibile, d'estate non viviamo»
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MONTALE. In via Mascagni, a due passi dal centro, la situazione è diventata insostenibile. Alcuni abitanti protestano da anni per l'aria insalubre che arriva sui loro terrazzi. Ogni estate si torna a parlare di qualità della vita e nessuno fa niente. Il campo della discordia infatti, un appezzamento di terreno lasciato a se stesso, è privato. «Non possiamo intervenire in alcun modo, c'ha detto il sindaco David Scatragli nella primavera 2009», racconta la signora Marina Mati, residente della zona. Dal rettangolo incolto arriva di tutto: maleodore, zanzare e ratti. «La sera qui è difficile persino uscire con la bambina, ci vediamo passare i topi tra le gambe. Abbiamo dovuto mettere le zanzariere alle finestre per star bene almeno in casa ma la puzza entra ugualmente». Se la proprietà privata non consente al responsabile della salute cittadina d'intervenire, quella pubblica dovrebbe quanto meno migliorare le cose. Lì accanto al campo infatti c'è il "rio", una piccola strada da passeggio che, attraversando via Martiri della libertà, arriva fino al palazzo comunale. «Questo tratto - denuncia Sara Giorgi - è pressochè impraticabile. Ci sono buche ovunque e poi le canne del campo, lasciate crescere senza alcuna potatura, invadono tutta la pista. Per terra c'è solo sporcizia. Quando feci presente la cosa all'ufficio tecnico del mio Comune (l'estate scorsa, ndr) mi dissero di fare una strada alternativa più praticabile... Chi non vuole ritrovarsi il fogliame davanti casa se lo spazza da solo, ecco perchè ci sono alcuni metri più puliti. Da più di un anno infatti non viene nessuno a fare manutenzione, i nostri solleciti cadono nel vuoto». Il problema sicurezza poi, che si somma agli altri, non consente di utilizzare in tranquillità il passo pedonale dopo il tramonto. «E' acceso un solo lampione durante le ore notturne - spiega Sara -, ma è coperto dalle canne di bambù ed è come se non ci fosse».
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