Il Tirreno

Pistoia

Serata dedicata al rock metallico, progressivo: chitarre fulminanti e amplificatori a tutto volume

Hammerfall, l'heavy metal svedese

Michele Galardini
Hammerfall, l'heavy metal svedese

Sul palco anche gli italiani Labyrinth e gli americani di Seattle Queensryche

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PISTOIA. Secondo giorno di rock al Blues di Pistoia, rock metallico, progressivo, heavy metal, chitarre fulminanti e amplificatori a tutta. Andiamo con ordine. Nel tour mondiale proposto dal programma di quest'anno, si parte dall'Italia con i Labyrinth, si sale in germania con i Gamma Ray per proseguire in terra scandinava con gli svedesi Hammerfall e infine, con un salto transoceanico, terminiamo il nostro viaggio in terra americana, precisamente a Bellevue (Seattle) con i Queensryche. Procediamo per tappe seguendo la scaletta proposta per questa sera. I Labyrinth si formano in Toscana nel 1991 e, diversamente dagli altri tre gruppi, vengono inseriti nel filone "progressive power metal", più graffiante e veloce che prende la metrica del progressive - tempi dispari e stacchi a volte fin troppo ermetici - e la contamina con la potenza e le sonorità "power": il paragone più vicino è forse con i Symphony X, gruppo americano con armonie "neoclassiche", con gli stessi Porcupine Tree visti ieri sera o con altri gruppi attivi nel circuito mondiale (Angra, Mastodon, Pain of Salvation ecc..). Il loro primo lp "No limits" risale al 1995 e fino al 2002, anno di uscita dal gruppo di Olaf Thorsen - impegnato nel progetto parallelo dei Vision Divine - i membri utilizzeranno degli pseudonimi per presentarsi sui palchi dei maggiori festival internazionali (Gods of metal, Dynamo open air). Il progetto, da questo momento, virerà verso sonorità più dure rispetto al progressive classico e i quattro album successivi saranno promossi a livello mondiale, tanto che l'album del 2005 "Freeman" sarà arricchito da un dvd con le esibizioni di Londra e Tokyo. Più navigati e con un frontman di tutto rispetto sono invece i Gamma Ray, nati nel 1989 dall'incontro fra il chitarrista e compositore Kai Hansen (ex Helloween e Blind Guardian) Ralf Scheepers (cantante), Uwe Wessel (bassista) e Mathias Burchardt (batterista). Anche se di questa formazione rimane ormai il solo Hansen (con la sola eccezione di Dirk Schlächter precedentemente comprimario alla chitarra e tastiera) la band ha all'attivo dieci album, tre ep, tre cd live e addirittura tre raccolte, una delle quali (The karaoke album) pubblicata solo in Giappone. Modellatasi nel corso degli anni a seguito dei molti cambi di formazione, le loro sonorità sono state dapprima accostate agli Helloween poi, con il sopraggiungere di una maggiore consapevolezza, a gruppi come Judas Priest e Iron Maiden. Dalla Svezia, patria del metal neoclassico di Malmsteen e Johansson, arrivano gli Hammerfall, un gruppo nato quasi per gioco, un side-project portato avanti da Jesper Strömblad e Oscar Dronjak a partire dal 1993 che però già dall'anno successivo si presenta come una novità apprezzata all'interno di alcune competizioni. Il quasi immediato abbandono del cantante Mikael Stanne (Dark Tranquillity) non influì sulla marcia del gruppo che, col nuovo frontaman Joacim Cans, ha inciso dieci album in studio, l'ultimo dei quali uscito l'anno scorso. Fra le curiosità legate alla band, la più incredibili riguarda Stefan Elmgren, uno dei chitarristi presenti già nella formazione del 1993, che dal 2008 è uscito dal gruppo per intraprendere una carriera sicuramente meno musicale come pilota di una compagnia aerea. La serata di stasera si concluderà con gli headliner Queensrÿche, gruppo di punta del panorama heavy metal statunitense. Diverse le epoche e i nomi che questa creatura ibrida si è via via cucita addosso, a partire da "The Mob", il primo progetto che vede coinvolti quasi tutti i membri della band, che con l'ingresso del cantante Geoff Tate registrarono la prima demo di quattro pezzi, il primo dei quali "Queen of the reich" darà poi l'idea per la creazione del nome definitivo della band. Dopo alcuni album di notevole impatto sul pubblico e sulla critica - tanto che l'etichetta Emi ristamperà i loro cd nel 1983 offrendogli un contratto -, lo spartiacque decisivo avviene nel 1998 con l'uscita del chitarrista storico Chris DeGarmo e l'ingresso di Kelly Gray (già attivo con i Dokken e con gli stessi Queensryche fin dagli anni'80). Oltre che musicalmente, il gruppo è apprezzato per i testi oscuri, venati di simbolismo, definiti "coraggiosi e di qualità superiore alla media".

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