Il presidio
Un solo tributo da 279 euro
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Una veduta di Pistoia: il gettito della maxi-imposta dipenderà anche dalla vivacità del mercato immobiliareEcco quanto costerebbe ai pistoiesi la nuova service tax
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PISTOIA. Si chiama service tax la nuova croce o delizia dei Comuni italiani. Uno strumento pensato dal governo non ancora deciso nei particolari ma che, nelle intenzioni del legislatore, sarà un primo tassello di federalismo fiscale. In sostanza, la service tax è una sorta di imposta sul mattone che sostituirà tutte le tasse e tassine attuale che hanno a che fare con la casa e gli immobili: l'Ici, l'imposta di registro e ipocatastali, addizionale Irpef. I Comuni la incasserranno in cambio della sospensione totale dei trasferimenti statali, cioé dei contributi che lo Stato versa agli enti locali. Il meccanismo, però, è calcolato in modo che i comuni più virtuosi dal punto di vista finanziario saranno agevolati e potranno restituire ai cittadini, tramite l'erogazione dei servizi, il tributo prelevato. Quelli meno virtuosi, viceversa, saranno penalizzati e potranno erogare anche meno servizi. Proprio qui sta il punto: Pistoia, a livello nazionale, si trova al 53º posto, poco sotto metà classifica e al terz'ultimo posto a livello regionale, preceduta da Lucca e Arezzo. Secondo i calcoli del Sole 24 Ore, che ha compilato questa virtuale classifica, ogni pistoiese pagherà un tributo annuo di 278,6 euro, il gettito complessivo del Comune sarà di 25,1 milioni corrispondente al 21,5% sulle entrate comunali. Come dire che il Comune di Pistoia incasserà solo il 21% di quello che entra, senza più prendere contributi dallo Stato. Per compilare la classifica, il Sole ha raccolto l'Ici attualmente applicata dai Comuni e i frutti fiscali di compravendite (impostre sul registro ecc) e affitti (Irpef), calcolati sulla base dei valori immobiliari, acquisti e affitti registrati in ogni città. Dal Comune, per il momento, arrivano una serie di perplessità e di incertezze tutte da chiarire. Il commento è affidato ai massimi tecnici comunali in materia di bilancio e fiscalità: il direttore generale Roberto Ferri e i capi-area degli uffici casa e tributi. «La prima domanda che viene da porsi è chi pagherà - dicono i tre dirigenti - Quell'importo pro capite è stabilito semplicemente dividendo il gettito per il numero di abitanti ma sappiamo, per esempio, che se escludiamo l'Ici sulla prima casa, chi effettua compravendite immobiliari e i proprietari di seconde case non corrispondono a tutti i cittadini: c'è chi pagherà tanto e chi quasi niente e c'è chi pagherà molto quando fa operazioni ma niente quando non le fa». Ferri fa presente che la posizione di Pistoia nella tabella del Sole, sicuramente penalizzata rispetto a tante realtà del centro-nord, è dovuta essenzialmente agli estimi catastali, quindi il valore delle case, non aggiornati e ancora molto bassi ed anche all'Ici bassa. E se da una parte c'è il vantaggio per il cittadino di pagare una tassa sola per tutte, quindi un'agevolazione burocratica di non poco conto, dall'altra c'è il forte dubbio dei dirigenti comunali che di benefici reali, se la legge avrà le caratteristiche indicate dal Sole 24 Ore, ce ne siano ben pochi per Pistoia. «E' nelle previsioni il passaggio del catasto e dell'ufficio del registro al Comune - ricorda Ferri - se tutto il personale deve passare al Comune, per noi aumenteranno i costi. Allo stato attuale delle cose, la cifra dei mancati contributi statali sarebbe superiore a quella degli introiti per il nuovo tributo, quindi con nessun vantaggio per noi. Se invece il Comune potesse avere, come sembra, la possibilità di aumentare la tassa, allora si potrebbe andare almeno al pareggio. Con la conseguenza che, rispetto ad ora, non cambierebbe nulla».
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