Il presidio
Si ritrovano i ragazzi di Zittau
M.Q.
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Alcuni protagonisti della riunione dello scorso lunedì Oltre 100 a ricordare i tempi delle colonie estive
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PISTOIA. «Ti ricordi quando facemmo gli spaghetti al pomodoro per 200 persone?». «E quando, quella volta ad Alexander Platz, c'era una Yamaha e cinquanta persone intorno che la guardavano stupite?»... Si sono ritrovati lunedì, dopo più di vent'anni, i "ragazzi" che hanno partecipato, negli anni '80, alle colonie estive del Comune nella cittadina di Zittau, nella Germania dell'Est. In oltre 10 anni, più di 100, tra i 12 e 15 anni. Ad organizzare la rimpatriata è stata Biancangela Fabbri, allora accompagnatrice e interprete, sollecitata dalla richiesta di Gunter Michna, ex assessore alla Cultura di Zittau e organizzatore dei viaggi di gemellaggio: Gunter si trova in questi giorni in Toscana con la famiglia e ha manifestato il desiderio di incontrare quei ragazzi di allora. E così è stato, lunedì, nella Sala Nardi della Provincia. Uno di quei ragazzi, tra l'altro, è proprio il vicepresidente della Provincia, Roberto Fabio Cappellini. E nel gruppo dell'estate '82 c'erano anche un attuale consigliere provinciale del Pd, Alessandro Vannucchi, e un funzionario delle Politiche sociali e giovanili, Luca Sparnacci. E ancora, una giovane donna architetto, una scrittrice, professionisti, e in generale tanti ragazzi che adesso sono mamme e papà. «Mi ricordo le grandi mangiate di wurstel - racconta Alessandro Vannucci - le olimpiadi organizzate al campo, con tornei di ping pong, lancio del peso, pugilato. Mi ricordo ancora bene quando andammo ad Alexander Platz: avevo 14 anni. Ci dettero tre o quattro marchi a testa e ci dissero che potevamo comprare qualcosa. In Italia quei soldi erano pochi, ma lì riuscimmo a stento a finirli. Da una parte della piazza era parcheggiata una Yamaha, una moto: ci saranno state 50 persone intorno a guardarla! Era una rarità nella Ddr». «Io a Zittau sono andato nel 1982, con Alessandro, ma ci sono anche tornato l'anno dopo. Nella mia valigia la seconda volta portai 4 paia di jeans in più, da regalare. Lì ne andavano pazzi. Noi ci sentivamo molto privilegiati e al tempo stesso un po' intimoriti ad andare nella Germania Est: in Italia si diceva di tutto sull'Europa comunista. Eravamo curiosi di sapere come si vivesse là, ma anche un po' titubanti. In realtà a Zittau abbiamo trovato sempre una grande accoglienza». «Mi ricordo - ha raccontato Gunter - quando i ragazzi italiani cucinarono gli spaghetti per 200 persone, tra tedeschi, italiani, polacchi e cecoslovacchi. Erano buonissimi». Una giornata dai toni un po' Amarcord, ma anche con un preciso obiettivo: recuperare i rapporti che hanno a lungo legato Pistoia a Zittau, rafforzando il gemellaggio tuttora attivo, ma che ha interrotto ormai da 20 anni gli scambi estivi.
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