Il Tirreno

Pistoia

In libertà dopo un precedente arresto, ai suoi polsi sono scattate nuovamente le manette della polizia

Perseguitava l'ex domestica

Una donna portata alla disperazione dal suo persecutore
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Una donna portata alla disperazione dal suo persecutore

Finisce in carcere per il reato di stalking 64enne pistoiese

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 PISTOIA. Già finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale e stalking nei confronti della sua ex domestica, ha ripreso a perseguitare la donna una volta tornato in libertà. Per questo un sessantaquattrenne di Pistoia è finito in carcere, arrestato, in esecuzione di una misura cautelare, dalla squadra mobile della questura, a cui la donna si è nuovamente rivolta. Il nuovo arresto è scattato nel fine settimana, in esecuzione della misura cautelare emessa dal gip del tribunale Alessandro Buzzegoli.  La vittima è una donna pistoiese di 44 anni, che a lungo ha lavorato a casa di R.G. come collaboratrice domestica. Nel febbraio dello scorso anno aveva trovato il coraggio di rivolgersi alla polizia. Aveva spiegato di aver avuto con il suo datore di lavoro una breve relazione mentre era alle sue dipendenze. Poi aveva deciso di mettere fine alla storia, pur continuando a lavorare a casa dell'uomo. Lui, però, non era riuscito ad accettarlo. Spesso gli capitava di rimanere solo in casa con la donna e, in quelle occasioni, l'avrebbe ripetutamente violentata. Dopo questi episodi alla collaboratrice domestica non rimase altra scelta che quella di licenziarsi.  Ma non bastò a far desistere R.G. e per la ex domestica iniziò così la seconda parte del suo calvario personale. Ai poliziotti aveva raccontato che l'uomo le faceva telefonate offensive, le inviava sms dello stesso tenore, la pedinava senza tregua. Più volte - aveva trovato il suo persecutore sull'autobus che lei, abitando fuori città, utilizzava per recarsi al lavoro. Altre volte era stata pedinata in auto.  Dopo la denuncia, la squadra mobile si era messa al lavoro per raccogliere le prove. Un grosso aiuto agli inquirenti l'aveva fornito proprio la donna che, ad esempio, aveva registrato le telefonate dell'ex datore di lavoro.  Dopo un periodo passato agli arresti domiciliari, R.G. ha chiesto l'attenuazione della misura cautelare ottenendo l'obbligo di dimora. Ma appena avuta una maggior libertà di movimento, ha ripreso l'attività persecutoria nei confronti della sua vittima, che, ancora una volta, si è rivolta alla squadra mobile. Le rapidi indagini effettuate hanno portato il gip ad applicare all'uomo la misura cautelare della custodia in carcere.

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