Il Tirreno

Pistoia

Crisi Aci, elezioni a novembre

Tiziana Gori
Un momento della conferenza stampa di ieri all’Aci di Pistoia
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Un momento della conferenza stampa di ieri all’Aci di Pistoia

Le iniziative del commissario per superare le divisioni interne

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 PISTOIA. Nel 2008, 140mila euro di utile, 18mila nel 2009. Una differenza di non poco conto su un bilancio complessivo di 1 milione di euro, che però non turba il commissario straordinario Antonio Recchioni, ex prefetto di Pistoia. «Le motivazioni sono soprattutto tecniche, ma i fondamentali restano positivi».  Recchioni è commissario straordinario dell'Aci di Pistoia dal 23 febbraio 2010. Il 30 giugno l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio consuntivo 2009. I problemi che hanno attanagliato l'Automobil club sembrano «in fase di risoluzione».  Nella primavera del 2009 il mondo dell'automobilismo sportivo era sceso sul piede di guerra. In massa aveva partecipato all'assemblea dei soci per l'approvazione del bilancio. Aveva bocciato, per due volte, i conti dell'Automobil club e l'ente di via del Ricciardetto era precipitato nel caos. Quella bocciatura, ammette Recchioni, era stato un modo per far esplodere dissapori e lotte intestine non più gestibili. Un voto politico sulla gestione dei rapporti tra l'Aci e il suo settore sportivo e la gestione, criticata da un ex dirigente come Antonio Vittorio, delle due società fiduciarie dell'ente.  A novembre, un nuovo colpo di scena. Il consiglio direttivo presieduto da Marini si dichiara «impossibilitato a svolgere il suo ruolo» e rassegna le dimissioni, lasciando temporaneamente senza guida l'Automobil Club. Il commissario straordinario Antonio Recchioni si insedia nel febbraio del 2010. Sulle sue spalle il compito di rimettere in piedi una struttura portante del territorio - con 19mila soci, 2 uffici diretti, 8 delegazioni, 6 agenzie Sara, 3 impianti di carburante, 1 autofficina, 4 officine di soccorso stradale - lacerata da contrasti interni tra i dirigenti e cattivi rapporti con le realtà rappresentate.  Recchioni - affiancato in conferenza stampa dal direttore ad interim Pasquale Amoroso, subentrato nel luglio del 2009 a Bonifazi - trae un bilancio positivo del lavoro sin qui svolto.  Al 30 giugno 2010 i soci ordinari erano 17.463, e di questi il 64% fidelizzato, 1.572 i soci speciali, 178mila le vetture circolanti a Pistoia. Dati che pongono la provincia ai primi posti nella classifica nazionale.  Come sono stati affrontati i contrasti che hanno portato al commissariamento? «Le votazioni per il nuovo consiglio direttivo - informa Recchioni - si svolgeranno presumibilmente a novembre. Dobbiamo anche tenere conto della nuova normativa, che richiede un consiglio con 5 componenti, invece dei 9 sino ad oggi presenti, ma a settembre contiamo di indire la delibera per le elezioni. Per presentare una lista sarà necessario avere la firma del 3% dei soci (circa 450 firme, ndr). In questi mesi - sostiene - abbiamo cercato di ricomporre le fratture che si erano create sulle scelte gestionali e i contrasti personali. Vedremo cosa succederà in autunno».  È stata ricomposta la commissione sportiva, allargandola alle componenti specifiche sotto la guida del direttore Pasquale Amoroso. «Abbiamo concordato - spiega il commissario straordinario - che tutte le manifestazioni sportive fossero valutate dalla commissione. È in fase di definizione il regolamento per la governance, che confidiamo sarà pronto prima delle elezioni».  Recchioni ricorda la recente fusione tra l'Aci e la società controllata, «l'altro motivo della spaccatura dello scorso anno. La fusione ha portato ad una forte razionalizzazione dei costi».  I rapporti coi delegati e coi soci hanno adesso bisogno di «un adeguamento ai tempi. Alcuni anni fa Aci lavorava in una condizione monopolistica. Ora è sul mercato e dobbiamo rapportarci in maniera diversa coi nostri clienti ed essere in grado di offrire servizi di qualità».  

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