Il Tirreno

Pistoia

«Centinaia di verifiche agli utenti sbagliati Publicontrolli è nel caos»

Fabio Calamati
Un tecnico caldaista al lavoro su un impianto in una foto d’archivio. I sei verificatori di Publicontrolli sono stati licenziati per il basso livello di produttività
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Un tecnico caldaista al lavoro su un impianto in una foto d’archivio. I sei verificatori di Publicontrolli sono stati licenziati per il basso livello di produttività

«Bassa produttività? Colpa della disorganizzazione» I sei tecnici licenziati l'avevano scritto

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 PISTOIA. Verificatori di Publicontrolli poco produttivi? Tutto vero, ma non per colpa loro. I sei tecnici addetti al controllo delle caldaie, appena licenziati dall'azienda pubblica guidata da Riccardo Bartoli, avevano denunciato, in due lettere del marzo e del settembre scorso, indirizzate a sindaco e presidente della Provincia, una gestione dei controlli da parte dell'azienda del tutto inadeguata e causa - secondo loro - del difficile andamento economico sfociato poi in una perdita di bilancio 2009 di 26.700 euro e in una molto più ampia per il 2010.  Insomma, se Publicontrolli annaspa, dal punto di vista economico, la colpa non sarebbe di «comportamenti gravissimi» verificatisi all'interno dell'azienda, come è stato detto martedì in consiglio comunale, ma di una organizzazione del lavoro assai carente.  In che senso? Le due lettere dei sei tecnici sono assai esplicite. È vero che lo scorso anno riuscivano a fare poco più di un controllo al giorno, ma non perché timbrassero il cartellino e se ne stessero poi con le mani in mano. La colpa sarebbe dell'azienda che - dicono i sei - li ha sistematicamente spediti da degli utenti che avevano autocertificato la loro caldaia e che quindi non dovevano essere verificati. Risultato? Utente infuriato per aver ricevuto la minaccia di pagare 90 euro non dovuti e viaggio a vuoto dei verificatori, che non potevano controllare un impianto già verificato. «Siamo arrivati - scrivono i sei - a riscontrare 7, 8 e anche 9 utenti in un unico turno lavorativo che avevano già regolarmente autocertificato il proprio impianto».  E questo perché l'archivio degli utenti di Publicontrolli non sarebbe evidentemente in ordine. «La gravità di questa situazione è tale - continua una delle lettere - che dall'inizio del 2009 sono state imposte oltre duemila verifiche in tutto il territorio provinciale palesemente sbagliate e quindi inesitate».  Naturalmente questo è il punto di vista dei sei tecnici e non va preso per oro colato. Spetterà alla commissione sesta del consiglio comunale far luce sulla vicenda, non appena verrà convocata per un'audizione urgente dell'attuale presidente di Publicontrolli, Riccardo Bartoli.  Il quale, l'altro ieri, ha diffuso una nota in cui - ribadendo la difficilissima situazione economica in cui versa la spa - annuncia la completa esternalizzazione (cioè affidamento a un soggetto esterno) del servizio di ispezioni e verifiche.

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