Il presidio
«Evoluti grazie alla cultura»
Marta Quilici
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Il fisico e genetista Edoardo Boncinelli Oggi l'incontro col genetista Edoardo Boncinelli
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PISTOIA. «L'uomo è un animale obbligatoriamente culturale»: il fisico e genetista Edoardo Boncinelli sarà oggi uno degli ospiti del festival "Dialoghi sull'Uomo". L'appuntamento con l'incontro "La cultura come destino" è alle 18 in piazza del Duomo. Secondo Boncinelli la cultura, intesa come conoscenza collettiva in continua evoluzione, è caratteristica necessaria dell'uomo moderno e tassello fondamentale della sua esistenza e sopravvivenza nel mondo. «Quando nasciamo - spiega Boncinelli - noi siamo esattamente identici a gli uomini di migliaia di anni fa. Siamo uomini di tutti i tempi. Il nostro genoma, infatti, è lo stesso da decine di migliaia di anni». Da un punto di vista genetico, dunque, non c'è niente che possa contraddistinguere l'uomo moderno da un antico romano o, ancora prima, dai popoli dell'antica Grecia o dell'Egitto. «Eppure delle differenze ci sono! - continua Boncinelli - In effetti, la mia indagine nasce proprio da questa domanda: mi sono chiesto che cosa è cambiato nella storia dell'uomo, se in realtà il nostro genoma è lo stesso di quello dei nostri antenati vissuti migliaia di anni fa. Ebbene, la risposta che mi sono dato è che in realtà noi nasciamo due volte. La prima nascita è quella biologica: appena nati noi siamo esattamente identici ai nostri antenati. A fare la differenza è dunque la seconda nascita, quella culturale». La nascita culturale non si definisce in un episodio, ma è piuttosto un processo che si sviluppa con la crescita del bambino e, poi, del ragazzo: «La nascita culturale inizia dopo poche ore dalla nascita biologica e continua fino ai 15 anni di età. In realtà fino ai due anni il processo di crescita e acquisizione culturale è molto lento. Dopo i due anni, poi, parte la grande cavalcata culturale. Il bambino, infatti, inizia a crescere culturalmente non appena riesce a guardarsi intorno, a vedere il mondo e a entrarci in relazione». Ecco dov'è la differenza tra l'uomo moderno e un nostro antenato: non sta nei geni, ma nel diverso tipo di mondo che impara a conoscere da quando nasce. «Il processo di crescita culturale procede fino ai 15 anni di età, indicativamente fino a che l'individuo non raggiunge la maturità sessuale. Può continuare in realtà anche fino ai 18 e, comunque, prosegue per tutta la vita, ma in maniera meno incisiva». Ma cos'è la cultura? «La cultura - spiega Boncinelli - è un fattore collettivo. L'uomo, è riuscito nel tempo, e in maniera collettiva, a trovare un sempre maggior numero di soluzioni ad alcuni dei suoi problemi, incamminandosi così in un'evoluzione culturale che lo ha portato fino ad ora e che è ancora in divenire». E aggiunge: «La cultura non è qualcosa di scritto nel nostro dna, ma è qualcosa di aggiuntivo che aumenta la nostra capacità di sopravvivenza. È un prodotto collettivo e una caratteristica del tutto umana senza la quale l'uomo, ormai, non sarebbe più tale».
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