Il Tirreno

Pistoia

Prestigioso incarico a Firenze per il sostituto Ornella Galeotti

Il pm dell'inchiesta sul Cip Ciop lascia la procura di Pistoia

M.D.
Il sostituto procuratore Ornella Galeotti
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Il sostituto procuratore Ornella Galeotti

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 PISTOIA. Dopo quasi quattordici anni, martedì prossimo sarà il suo ultimo giorno di lavoro nel palazzo di giustizia di piazza del Duomo. Il sostituto procuratore della Repubblica Ornella Galeotti lascerà Pistoia per entrare in servizio alla procura di Firenze.  Un'aspirazione a lungo coltivata che si concretizza nel migliore dei modi, visto che anche nel capoluogo potrà proseguire la sua opera al fianco dei più deboli: a lei, al pm che con la sua indagine ha portato alla luce i maltrattamenti all'asilo Cip Ciop, il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi le affiderà il compito di occuparsi dei reati commessi contro bambini, donne e vittime di violenze ed abusi.  Ieri mattina, nella stessa aula del tribunale in cui, in innumerevoli processi, con la toga sulle spalle ha rappresentato la pubblica accusa, Ornella Galeotti ha voluto salutare con un brindisi tutti coloro che, in questi anni, l'hanno aiutata nel suo difficile lavoro: dai colleghi magistrati alle forze dell'ordine, dal personale del palazzo di giustizia agli avvocati.  Rispetto a 14 anni fa, a quel 17 luglio 1996 in cui mise per la prima volta piede in quell'aula d'udienza, alle spalle dello scranno dei giudici campeggia una scritta diversa: "La giustizia è amministrata in nome del popolo italiano".  «Una volta - spiega il sostituto procuratore - c'era scritto che "La legge è uguale per tutti". Mi piaceva di più, ma in questi anni è cambiato, come è cambiata anche la mia vita. Sono onorata di aver lavorato con tutte le persone che, come me, nonostante il cambio di cartelli, sono ancora convinte che la legge è uguale per tutti e che in quest'aula non possono e non devono entrare logiche diverse».  Quella di entrare a far parte della procura di Firenze era un sogno che Ornella Galeotti coltivava da anni. E la sua domanda, nei mesi scorsi, è stata accolta.  «A questo punto della mia carriera - spiega - sentivo il bisogno di confrontarmi con i compiti propri di un ufficio organizzato in modo tale da consentire la mia crescita professionale».  Ma ciononostante, come ha sottolineato nel breve discorso di saluto tenuto ieri mattina, ogni singolo giorno trascorso a Pistoia ha contribuito a formarla come persona e come magistrato.  «Quando arrivai qua - ha detto, riferendosi commossa ai compianti colleghi Pasqualino Gratteri e Rossella Corsini - conoscevo solo Rossella e Pasqualino. Fu Pasqualino ad accompagnarmi per la prima volta in quest'aula, quando c'era ancora l'altra scritta, e oggi lo voglio salutare anche se non è più con noi».

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