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Gustavo Zagrebelsky fa il tutto esaurito in piazza del Duomo
Luca Giuntini
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Il padiglione di piazza del Duomo gremito di persone2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Non sarà un incontro facile, ma proprio per questo è straordinario vedere così tanta gente». Gustavo Zagrebelsky ha il compito di dare l'avvio alla prima edizione di "Dialoghi sull'uomo". Seduto al centro del palco, davanti a una platea di 540 persone, l'ex presidente della Corte costituzionale si compiace del successo di pubblico: fuori dal padiglione, in piazza Duomo, almeno altre cento persone in piedi.
«Una bellissima partenza» l'ha definita Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice della rassegna dedicata alla sociologia e all'antropologia del contemporaneo che si concluderà domani. A fare gli onori di casa insieme a lei, anche il sindaco Renzo Berti e il presidente della Fondazione Caripit Ivano Paci.
«Questi dialoghi vogliono essere un'occasione di approfondimento e confronto - afferma Paci - per aiutarci a vivere meglio, crescendo in comprensione e consapevolezza». Visibilmente soddisfatto anche il primo cittadino di Pistoia: «Sono molto felice di vedere tutta questa gente, speriamo questa manifestazione sia utile ad attirare l'attenzione di tutti su Pistoia, per farla diventare un punto di riferimento di cui andare orgogliosi».
Dopo le parole di introduzione, Gustavo Zagrebelsky ha potuto cominciare il suo dialogo dal tema "Democrazia e identità dell'individuo". Poche parole e il professore è stato subito costretto a interrompersi per il rumore delle campane vicine: «Un piccolo dettaglio da curare per l'avvenire» ha scherzato, riprendendo subito il filo del discorso e discutendo della natura dell'uomo, citando "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij: «La natura dell'essere umano è la plasticità. Nessuno come lui è in grado di adattarsi all'ambiente che lo circonda. Ma abbiamo davvero mai incontrato l'uomo? O piuttosto abbiamo incontrato gli uomini, modellati nel corso del tempo da standard calati dall'alto? E' l'umanità stessa a essere divisa in due: la massa addomesticata da un lato, e quei pochi che la massa riescono ad addomesticarla, dall'altro».
«Una bellissima partenza» l'ha definita Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice della rassegna dedicata alla sociologia e all'antropologia del contemporaneo che si concluderà domani. A fare gli onori di casa insieme a lei, anche il sindaco Renzo Berti e il presidente della Fondazione Caripit Ivano Paci.
«Questi dialoghi vogliono essere un'occasione di approfondimento e confronto - afferma Paci - per aiutarci a vivere meglio, crescendo in comprensione e consapevolezza». Visibilmente soddisfatto anche il primo cittadino di Pistoia: «Sono molto felice di vedere tutta questa gente, speriamo questa manifestazione sia utile ad attirare l'attenzione di tutti su Pistoia, per farla diventare un punto di riferimento di cui andare orgogliosi».
Dopo le parole di introduzione, Gustavo Zagrebelsky ha potuto cominciare il suo dialogo dal tema "Democrazia e identità dell'individuo". Poche parole e il professore è stato subito costretto a interrompersi per il rumore delle campane vicine: «Un piccolo dettaglio da curare per l'avvenire» ha scherzato, riprendendo subito il filo del discorso e discutendo della natura dell'uomo, citando "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij: «La natura dell'essere umano è la plasticità. Nessuno come lui è in grado di adattarsi all'ambiente che lo circonda. Ma abbiamo davvero mai incontrato l'uomo? O piuttosto abbiamo incontrato gli uomini, modellati nel corso del tempo da standard calati dall'alto? E' l'umanità stessa a essere divisa in due: la massa addomesticata da un lato, e quei pochi che la massa riescono ad addomesticarla, dall'altro».
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