Il Tirreno

Pistoia

Le corsie dei bus e i pochi parcheggi uccidono la zona

Luca Giuntini
Il traffico in corso Silvano Fedi
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Il traffico in corso Silvano Fedi

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PISTOIA. La nostra inchiesta sul commercio e la città, questa volta tocca i negozi di Corso Fedi e Corso Gramsci. La prima è una delle strade più trafficate, snodo quasi obbligatorio per chi voglia recarsi in centro provenendo dalla zona dell'Arca. I problemi delle attività commerciali che si trovano lungo il corso riguardano proprio una delle caratteristiche peculiari della strada: la presenza della corsia preferenziale per i mezzi pubblici che occupa tutta la parte destra della carreggiata.  «Non capisco questa scelta della corsia preferenziale - sostiene Luca Scatizzi dell'edicola Inkiostro - soprattutto perché crea più problemi di quanti ne risolva. Molto spesso, quando ci sono dei traslochi alla Camera di commercio, i mezzi pubblici sono costretti a transitare nella corsia di marcia normale: ebbene, in quel caso, non si crea alcun tipo di problema al traffico. Ripeto: non vedo il bisogno della corsia preferenziale».  Il problema è che la corsia preferenziale ha anche tolto molti spazi per il parcheggio delle macchine. Risultato: auto posteggiate tutte sul lato sinistro del corso, anche dove non si dovrebbe, e gran lavoro per la polizia municipale, altro bersaglio dei commercianti.  I negozianti capiscono che i vigili stanno solo facendo il loro lavoro, ma vorrebbero più comprensione e tolleranza: «Sono inclementi, i nostri clienti non hanno nemmeno il tempo di prendere un caffè che subito scatta la multa - dice Paola Franchi - altri invece mi dicono che non ce la fanno a raggiungere la pasticceria perché non sanno dove parcheggiare».  E dove quei pochi posti auto ci sono, il costo è troppo alto: «Conviene prendere la multa piuttosto che pagare il parcheggio, tanto è caro - ripete Luca Scatizzi - di parcheggi non ce ne sono abbastanza. Pensi che molte volte consegno i giornali alle auto ferme al semaforo in attesa che scatti il verde, perché non sanno dove parcheggiare per venire in edicola!».  Alcuni negozianti sono costretti a utilizzare i parcheggi privati a pagamento, altri scelgono di venire a lavoro in scooter o in autobus, ma sia in un caso che nell'altro, i problemi sono dietro l'angolo: «Io ho una moto e tutte le volte non so dove parcheggiare perché non ci sono posti - afferma Stefano Pissuti de "La Bottega dell'orafo", all'incrocio tra via Carratica e Corso Fedi - un giorno ho chiesto spiegazioni a un vigile, e sa cosa mi ha risposto? "Parcheggi sulle strisce per le auto". L'ha buttata sul ridere perché non sapeva come risolvere il problema, ma non è andato lontano dalla realtà».  E per chi utilizza i mezzi pubblici la situazione non è più semplice: tanti negozianti si lamentano dei ritardi e del cambiamento delle linee che ha disorientato gli utenti.  «Sono soprattutto gli anziani ad avere difficoltà a raggiungerci - spiega Lorella Taddei del Caffè Museo Marino Marini - infatti molti nostri clienti che venivano da Casalguidi o da Lo Sperone vengono con meno frequenza. Il problema più grande però è la pulizia della strada al venerdì sera. Abbiamo cercato di far capire all'amministrazione che dovrebbero scegliere un altro giorno, perchè il venerdì c'è molta gente in giro e tanto movimento, ma non c'è stato niente da fare».  Anche su Corso Gramsci, continuazione naturale di Corso Fedi, i problemi principali riguardano la mancanza di parcheggi e la presenza della corsia preferenziale, con conseguente telecamera, nel tratto tra via Fonda e via della Madonna.  «Invece della corsia preferenziale avrebbero fatto meglio a prevedere più parcheggi, anche per soste brevi - afferma Marco Meoni del bar Barry White - così le persone avrebbero almeno il tempo di fare le loro commesse più brevi».  «Dicono che è importante rispettare l'ambiente - dice Massimo Balli del negozio Gulliver - e sono d'accordo, però mi chiedo: se costringono le persone a girare in auto ore e ore perché non si trova parcheggio, non si inquina forse di più? Stanno facendo morire l'intera zona».

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