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Comune, Provincia, Asl: 58 stipendi nel mirino
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Il ministro Giulio Tremonti Le forbici di Tremonti sulle buste paga sopra i 90.000 euro lordi annui
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PISTOIA. La maxi manovra da 25 miliardi di euro messa a punto dal ministro Giulio Tremonti per salvare i conti dello Stato dalla deriva greca comincia a prendere corpo anche negli uffici pubblici pistoiesi. Molti, in questi giorni, sono al lavoro con la calcolatrice alla mano per verificare se e in che misura le loro buste paga saranno sforbiciate dal governo e "congelate" fino al 2013. L'impatto - calcolando gli enti locali pistoiesi - tutto sommato è abbastanza ridotto: si arriva a numeri robusti solo se si inseriscono nel conto i dirigenti della sanità. Comune e Provincia. I tagli saranno del 5% dello stipendio lordo per la parte eccedente i 90.000 euro fino a 130.000 euro, soglia per la quale il taglio arriva fino al 10%. Tenendo a mente questi criteri è facile verificare che tra Comune e Provincia nessun dirigente sfonda il tetto dei 130.000 euro. Lo scaglione sottostante è più popolato: stando ai dati 2008 (gli ultimi disponibili sul sito) i dirigenti in servizio che dovranno subire un taglio del 5% dello stipendio sopra i 90.000 euro sono tre: il direttore generale Renzo Ferri e i dirigenti dell'area risorse Franco Ancillotti e dell'area servizi alla persona Annalia Galardini. Due anni fa il Comune aveva in organico altri due dirigenti "over 100.000", vale a dire Marco Marlazzi (in pensione dal 31 dicembre 2008) e Saverio Fiacconi (pensionato alla fine dello scorso anno). La Provincia (qui i compensi sono aggiornati all'anno in corso) renderebbe Tremonti un po' più soddisfatto: 6 su 17 i dirigenti a portata di forbici. Si tratta di Vincenzo Evangelisti, Manuela Nunziati, Alessando Morelli Morelli, Paolo Mazzoni, Maurizio Bardini e Mauro Gori. Asl. Anche i manager della sanità sembrano destinati a sottostare alla scure di Tremonti. All'Asl 3 (area pistoiese) gli interessati dovrebbero essere 49 su 273 stipendi. È proprio nella sanità che si trovano anche gli unici tre stipendi che sfondano il tetto dei 130.000 euro, secondo i dati reperibili sul sito dell'Asl 3: si tratta del responsabile della centrale operativa 118 Piero Paolini, del responsabile di anestesia e rianimazione Giuliano Santagostino e di Pietro Gabbrielli (sanità pubblica veterinaria).
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