Da ristoro per i cavalli a pit stop dei motociclisti: i due secoli del Signorino
Marta Quilici
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I titolari del bar Il Signorino punto di ristoro classico sulla Porrettana 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Esisteva già più di due secoli fa come stazione di cambio dei cavalli e punto di ristoro per tutti quei viandanti e pellegrini che attraversavano l'Appennino; adesso è tra i più noti punti di riferimento della montagna pistoiese e "pit stop" obbligato per tutti quei motociclisti che, soprattutto il fine settimana, affollano la via Bolognese. Dai cavalli alle moto, il bar Signorino non ha mai smesso di rappresentare un punto di riferimento importante per viaggiatori e passanti che nei secoli hanno attraversato e continuano ad attraversare le montagne tra l'Emilia e la Toscana. Adesso, da circa un anno e mezzo, il locale è gestito da Susanna Pecchioli che, insieme al marito Paolo Poli e con l'aiuto della mamma Anna Chiaramonti, porta avanti questa importante tradizione, stando però sempre al passo con i tempi. Al bar Signorino, che prende il nome dalla località dell'Appennino pistoiese in cui sorge, non mancano mai panini e schiacciatine per soddisfare qualunque viaggiatore a qualunque ora della giornata. Dopo chilometri di strada di montagna, oggi come oltre due secoli fa, chiunque può trovare al Signorino il luogo dove interrompere per un momento il proprio viaggio: al bar chiunque può concedersi un momento di riposo sedendosi ai tavolini del locale, magari di fronte a un buon caffè caldo. E se la strada da fare è ancora troppo lunga e i morsi della fame iniziano a farsi sentire, al Signorino non mancano mai le schiacciatine farcite o i panini. «Offriamo - spiega Susanna Pecchioli - tutto ciò che concerne il normale servizio bar: la mattina abbiamo una vasta scelta di paste e dolci per la colazione, oltre al caffè e al cappuccino. Durante tutto l'arco della giornata, poi, possiamo preparare panini e schiacciatine farcite a piacere, per tutti i gusti». Oltre alla caffetteria e al servizio bar, il locale è attrezzato anche come ricevitoria e tabaccheria e offre anche il gelato sfuso. Risalgono alla fine del '700 le prime tracce documentate che narrano della presenza al Signorino di una stazione di cambio dei cavalli e di ristoro per i viaggiatori. «Da qui infatti - continua Susanna - passava la via Francigena, percorsa tutto l'anno da viaggiatori e viandanti che attraversavano l'Appennino dall'Emilia verso la Toscana, o viceversa. La strada era percorsa anche da molti pellegrini che, dopo tanto camminare, si fermavano al Signorino per ristorarsi». La storia ha fatto tappa sulle montagne pistoiesi anche durante i due tragici conflitti mondiali del Novecento e non ha risparmiato neppure le zone intorno al Signorino, dove ancora se ne può ritrovare qualche traccia. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, poi, il locale iniziò a riprendere vita e si trasformò in una vera e propria locanda con camere e osteria. Nel 1963, poi, è stata costruita la parte nuova, accanto alla vecchia locanda, dove anche oggi sorge il bar. Nonostante i molti cambiamenti e la necessaria innovazione nel servizio, il locale rimane ancorato alla tradizione e allo scandire del tempo e alle abitudini della montagna: «Apriamo il bar tutti i giorni - spiega Susanna - intorno alle 5 di mattina e lo chiudiamo la sera tra le 23 e la mezzanotte. Durante il periodo della caccia, però, la mattina iniziamo l'attività ancora prima: verso le 4.30». «D'estate poi - aggiunge Susanna - offriamo un ampio spazio aperto dove sistemiamo altri tavolini. Con la bella stagione, infatti, il bar si trasforma in un punto di aggregazione frequentato da tutti coloro che scappano dal caldo e dall'afa della città. Del resto, io stessa sono fuggita dalla città: io non sono nata in montagna, ma ho deciso di trasferirmi qui, in mezzo alla natura e alla tranquillità».
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