Il Tirreno

Pistoia

LETTERA

Le lunghe attese per la chirurgia sono un disagio ma anche un costo

Marco Vettori   presidente   consiglio comunale

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 Apprendo nuovamente in queste ore, ma non è una novità, che le liste d'attesa per la chirurgia e anche per altri settori, hanno tempi lunghissimi. Ciò si ripercuote negativamente sui cittadini pistoiesi che si trovano a dover fare i conti con costi e disagi sempre maggiori. Non possiamo esser contenti di questa situazione. La tutela sanitaria è data anche dal fatto di offrire un servizio nel luogo di residenza e non costringere le persone a peregrinare negli ospedali limitrofi, a meno che non abbiano problemi specifici dove si renda necessario il ricovero in centri più specializzati, come ad esempio il Cto e l'ematologia di Careggi ecc.  Un conto sono le patologie particolari, un conto sono quelle che, da sempre, si dovrebbero poter risolvere presso l'ospedale "di casa" ma che di fatto vengono negate, mi par di capire, in virtù dell'Area vasta.  Torno a ripetere per l'ennesima volta che la sanità pistoiese non deve essere la cugina povera di tutta la sanità toscana e per questo mi auguro che sul piano dell'indirizzo e delle richieste, il consiglio comunale di Pistoia, ma anche gli altri consigli, chiedano con forza allo Stato, alla Regione e a chi gestisce la sanità pistoiese, di voltare pagina.  Un altro caso, che mi sembra doveroso segnalare è quello del reparto di pneumologia del nostro ospedale: in una comunità dove le malattie e la mortalità per tumore al polmone sono in aumento - per inciso sarei interessato a sapere con esattezza il dato relativo alle minori malattie da amianto visto che, purtroppo, ogni anno ci sono nuovi casi di tumore del mesotelioma e perciò a mio avviso, vi è un incremento della malattia - il primario, giovane ma con molta esperienza, è andato, ma a mio avviso è stato costretto, ad andare in pensione, visto la non autonomia di questo settore, mentre i tre pneumologi rimasti devono seguire le urgenze, i casi più difficili e intervenire anche su tutto il territorio limitrofo.  Il fatto si commenta da solo. Quello che mi sento di ribadire con forza è la gravità della penalizzazione di un settore così delicato.  Cito come ultimo esempio, quello della chirurgia dell'obesità: Palandri insieme a tutto il personale del reparto, era riuscito a creare un centro d'eccellenza e tuttora lo è, ma anche qui si fanno le nozze coi fichi secchi, come si dice a Pistoia e non è che questa situazione si possa scaricare su chi, lavorando minimo 11 ore per turno, fa il suo dovere e poi magari si sente additato come il responsabile dei disservizi.  Termino dicendo che occorrono più risorse e più personale, potenziando il servizio pubblico, senza farsi venire in mente una esternalizzazione di questi servizi.

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