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Il Novecento di Nesti, dentro e fuori la chiesa
Paolo Gestri
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Il professor Arnaldo Nesti L'ultima opera letteraria dell'ex prete-professore stasera presentata al teatro Moderno
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AGLIANA. "Il mio Novecento. Passioni dentro e fuori il mondo cattolico", è l'ultima fatica letteraria, ed autobiografica, di Arnaldo Nesti, l'ex prete aglianese che per le sue idee innovative, e per non pochi rivoluzionarie, per più di mezzo secolo, ha tenuto banco discutendo di rinnovamento, preti spretati e chiesa del popolo. Il volume fresco di stampa, Felici editore, viene presentato stasera alle 17, al cinema teatro Moderno, presente il "protagonista Arnaldo". L'incontro, oltre che dall'editore, è organizzato dalla Misericordia di Agliana alla quale il Nesti fa omaggio di tutti i diritti d'autore. Il sindaco Eleanna Ciampolini farà gli onori di casa. Farà seguito la lettura teatrale "Che dire della mia vita", riduzione e adattamento del volume di Alessandra Piccolini, a cura del "Coro drammatico Renato Condoleo". Le voci sono di Alessandro Crisolini, Dario Magazzini, Massimo Magazzini, William Pagano e Carolina Gentili. Si tratta di 251 pagine tutte sul filo dei ricordi e di convinzioni ancora oggi difese e manifestate; di dubbi e convincimenti che - fino a prova contraria difficile a sostenere - secondo l'autore - attore, hanno ancor oggi il diritto - dovere di essere manifestate. E difese per il loro valore di libertà, autocritica e confronto con sé e con gli altri. E' stata una vita, quella di Arnaldo Nesti, tra alti prelati e popolo, partito comunista e democrazia cristiana, cattedre universitarie e povere sacrestie; tra Russia e America latina; tra prima e dopo il Concilio, pietra miliare della storia della Chiesa, e non solo, del Novecento. Insomma, sempre e tutto in discussione, perfino l'università che lo aveva accolto tra i suoi docenti. Il parroco prima e il professore poi si confondono alla fine nella persona con gli occhi aperti sui fasti e sulle miserie di un Novecento vissuto, patito, accolto e contestato: che non rimpiange e, nemmeno, rinnega. Attento sempre alla sociologia, la disciplina per la quale per tre decenni ha tenuto la cattedra al Magistero fiorentino, Nesti affida al "suo Novecento" il messaggio primario di essere sempre se stessi. Ma non per vanagloria, piuttosto perché la riflessione sull'io porta alla comprensione degli altri.
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