Il Tirreno

Pistoia

Il diabete si curerà con la taurina

F.A.
Da sinistra Riccardo Lari, Giacomo Corsini, Gloria Bianchi, Giuseppe Seghieri e Roberto Barontini
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Da sinistra Riccardo Lari, Giacomo Corsini, Gloria Bianchi, Giuseppe Seghieri e Roberto Barontini

Uno studio del laboratorio analisi dell'Asl sul ruolo della sostanza nella malattia

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 PISTOIA. Qualche mese fa uscì la notizia del nuovo test di biologia molecolare per l'individuazione dei germi responsabili della meningite. Oggi, eccone una simile, cioè quella del completamento di uno studio condotto nell'ospedale di Pistoia sul ruolo del trasportatore della taurina e dell'aminoacido taurina nella patologia diabetica e nelle sue complicanze vascolari. La taurina è una sostanza contenuta in quantità minime nel nostro sangue, ma è diventata famosa soprattutto perché è una delle sostanze contenute negli energy drink che fanno tanto di moda oggi, soprattutto fra i giovani (in questo caso, viene estratta dai tori).  Come il precedente, lo studio è stato realizzato utilizzando metodiche di biologia molecolare molto sofisticate, come un metodo di Pcr (polymerase chain reaction) semi-quantitativa su Rna estratto da cellule del sangue. Lo studio era iniziato nel 2006 ed ha interessato circa 160 pazienti già seguiti dalla sezione di diabetologia. La ricerca è stato effettuata dal Laboratorio analisi dell'ospedale di Pistoia diretto dal dottor Riccardo Lari, da parte della dottoressa Loria Bianchi, biologa molecolare di grande esperienza. Hanno collaborato la sezione di diabetologia dell'ospedale, che ha inviato i pazienti, la 2ª unità operativa di medicina diretta dal Giuseppe Seghieri (responsabile dello studio), l'istituto di farmacologia dell'Università di Firenze e il dipartimento di farmacologia dell'Università di Sassari.  Sono emersi importanti risultati che permettono di fornire interessanti ipotesi sul ruolo della taurina nella patogenesi delle complicanze del diabete. Si è infatti dimostrato per la prima volta che il sistema taurina-trasportatore gioca un ruolo nella protezione dei tessuti verso l'aumento della concentrazione di glucosio, tipica del diabete. Questo potrà avere anche importanti riflessi sulla terapia del diabete e delle sue complicanze.  La ricerca, come tengono a precisare i medici del Ceppo, è stata svolta in un ospedale e non in una università. Il finanziamento, 30mila euro, è arrivato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Roberto Barontini della Fondazione dice che: «Nonostante la Fondazione abbia dovuto operare dei tagli per i tempi di crisi, alcune priorità vengono mantenute inalterate e fra queste anche la ricerca medica, soprattutto dove ricerca e applicazione hanno un legame immediato, come in questo caso».  Oltre al valore scientifico, la ricaduta forse più importante di questo finanziamento è stato nel potenziamento dell'attività di biologia molecolare del laboratorio analisi della Asl 3. La dottoressa Bianchi è oggi in grado di sviluppare un'attività che ha importanti ricadute nella diagnosi di malattie infettive e di marcatori genetici di malattia. E', infatti importante sottolineare che l'ospedale di Pistoia dal 2009 è fornito di apparecchi per effettuare Pcr quantitativa e che dal gennaio 2010 è in grado di effettuare diagnostica molecolare di agenti infettivi nei liquidi biologici. Tutto questo pone il nostro laboratorio all'avanguardia a livello regionale.  Il lavoro è stato inviato ad una rivista scientifica per la sua pubblicazione. Sono stati presentati i metodi a Congressi nazionali di biochimica clinica, con ottimi risultati e con la maggiore visibilità possibile per lo sponsor. Sono in corso elaborazioni per altri lavori (due) da inviare a riviste specializzate e che riguardano il metodo ed i risultati su tutta la casistica dei diabetici.  E' previsto l'invio del lavoro alla prossima sessione del congresso della Società europea per lo studio del diabete che si terrà in settembre a Stoccolma.

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