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Il lungo iter per ottenere il riconoscimento del danno
C.B.
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S.MARCELLO. Il 2008 è stato l'anno col più alto numero di incidenti provocati dalla fauna selvatica: 65 casi. Quasi il doppio del 2007, quando gli incidenti stradali furono 34. Una differenza probabilmente dovuta a fattori climatici: neve, temperature più o meno calde, presenza di frutti del bosco a valle. Il 2009 si è chiuso con 46 sinistri mentre nei primi 5 mesi del 2010 siamo già a 11 incidenti. La Provincia fa sapere che molti di questi casi sono ancora aperti: l'ente non ha ancora liquidato i conducenti vittime di questi incidenti. Questo perché la materia dei sinistri stradali dovuti a fauna selvaggia è molto complessa e segue un iter articolato che ha lo scopo di capire se il conducente ha diritto o meno al risarcimento. La fase istruttoria è abbastanza complessa, anche in virtù di una giurisprudenza in materia che non è univoca nel riconoscere una responsabilità delle Province. Ecco perché molte di queste pratiche di sinistro risultano ancora aperte. La copertura assicurativa che opera in questi casi è quella per la responsabilità civile verso terzi, volta a coprire quelle ipotesi in cui si sia verificato un danno ad un terzo, conseguente ad una condotta non corretta dell'amministrazione, con onere di prova a carico del danneggiato. La compagnia che dal giugno 2008 assicura la Provincia per la responsabilità civile verso terzi, è la Uniqa di Vienna. La gestione dei sinistri viene effettuata dalla società Se.li.da. di Trento, con ufficio di liquidazione a Verona. Il referente di zona per la Provincia è lo studio tecnico Santini di Pistoia. Comunque chiunque subisca un sinistro da fauna selvatica può presentare la domanda alla Provincia.
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