Il Tirreno

Pistoia

«Quella rotonda metterà in pericolo i residenti»

Beatrice Faragli
L’incrocio dove sarà realizzata la contestata rotonda
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L’incrocio dove sarà realizzata la contestata rotonda

Proteste in via del Redolone, famiglie pronte ad opporsi all'esproprio

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 CASALGUIDI. E' soltanto questione di tempo: la rotonda di Ponte Stella si farà. Ma la famiglia Vettori, proprietaria dei 200 metri di terreno necessari alla costruzione dell'opera, non si arrende e aspetta l'esproprio.  «E' un problema di sicurezza - dice Benedetta Vettori, dalla prima casa di via del Redolone - Non si può trovare un accordo con l'amministrazione. I soldi non risolvono niente. Abbiamo ricevuto una comunicazione informale del progetto dall'assessore Mungai sei mesi fa. Dopo una riunione di chiarimento con il sindaco e i tecnici competenti le cose non si sono risolte».  I Vettori hanno pagato di tasca propria due progetti alternativi elaborati da un architetto pistoiese. Il Comune però ha bocciato subito i disegni. L'idea era quella di spostare la rotonda sfruttando un campo incolto al lato della strada. L'amministrazione non ha visto in queste elaborazioni nessuna opzione plausibile. I canali di accesso alla discussa abitazione saranno esattamente sulla rotatoria. Stessa cosa per la palazzina sul lato opposto della strada, una struttura con una ventina di famiglie residenti.  «Noi abbiamo tre bambini in casa e quattro auto che ogni giorno entrano ed escono dall'edificio. Tra poco ci ritroveremo con la porta sulla carreggiata».  Non solo, il piano inferiore è dal 2002 un Bed&Breakfast, il primo sul territorio comunale.  «Sicuramente l'opera prevista sarà un problema per il mio lavoro ma non ci voglio ancora pensare. In più - dice Benedetta, titolare dell'esercizio - quello che importa maggiormente è la sicurezza delle persone. Tra l'altro il sindaco non sapeva neppure che l'attività fosse lì, l'ha scoperto dopo una visita proposta da noi».  Renzo Mochi inoltre ha messo in guardia la famiglia Vettori sugli scarichi delle auto perennemente in coda al semaforo.  I residenti del Redolone hanno risposto all'intervento parlando di una «zona già disastrata da altri problemi».  «Abbiamo la casa "incatenata" per i continui passaggi dei camion verso la discarica - continua Benedetta - Sono anni che chiediamo un marciapiede e nel passato siamo stati i primi a denunciare le problematiche di questo semaforo. Sui nostri terreni ci sono stati già espropri per la zona industriale. Vogliamo il bene della collettività ma esigiamo anche piccoli accorgimenti che ci tutelino».

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