Il Tirreno

Pistoia

Alla sbarra le maestre del Cip Ciop

Gli avvocati Stefano Panconesi ed Alessandro Mencarelli difensori di Anna Laura Scuderi A fianco la polizia davanti all’asilo Cip Ciop il giorno dell’arresto
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Gli avvocati Stefano Panconesi ed Alessandro Mencarelli difensori di Anna Laura Scuderi A fianco la polizia davanti all’asilo Cip Ciop il giorno dell’arresto

Al via a Genova il processo per i maltrattamenti su 46 bambini

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PISTOIA. Al via domani davanti al gip di Genova il processo con rito abbreviato nei confronti delle due maestre dell'asilo Cip Ciop di Pistoia accusate di maltrattamenti sui bambini. Quasi certa l'assenza in aula, per questa prima udienza, di Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, rinchiuse nel carcere di Sollicciano dal 2 dicembre scorso, quando furono arrestate dalla polizia. A meno di un rinvio causato da eventuali difetti di notifica, l'udienza di domani davanti al giudice delle indagini preliminari del capoluogo ligure, Roberto Fucigna, sarà, infatti, probabilmente dedicata alle questioni preliminari, tra cui le richieste di costituzione di parte civile. Sia il Comune di Pistoia che il sindaco Renzo Berti chiederanno di essere ammessi nel processo in tale veste, così come si costituiranno parte civile quasi tutte le famiglie dei 46 bambini che risultano essere rimasti vittime dei maltrattamenti da settembre dello scorso anno al giorno dell'arresto delle due donne.  Il processo - che si svolgerà in camera di consiglio, a porte chiuse - riguarderà soltanto le accuse mosse alle maestre per tali maltrattamenti. Quelli che invece potrebbero essersi consumati in precedenza (in particolare dal 2004: i reati degli anni precedenti sarebbero prescritti) sono ancora oggetto delle indagini che tutt'ora la squadra mobile di Pistoia sta portando avanti. Per questi fatti, l'iter giudiziario seguirà la normale procedura: richiesta di rinvio a giudizio, udienza preliminare e, a meno di riti alternativi davanti al gup, processo in tribunale. Il secondo processo dovrebbe essere celebrato a Pistoia. Il motivo per il quale l'inchiesta fu spostata a Genova è che anche un magistrato del tribunale pistoiese aveva un figlio iscritto all'asilo Cip e Ciop. Ma solo dall'agosto 2009 in poi. Per gli eventuali maltrattamenti commessi negli anni precedenti l'incompatibilità dovrebbe decadere.  Come detto sono 46 i bambini vittime dei maltrattamenti oggetto del processo. Al momento dell'arresto delle due donne, il più piccolo aveva appena sei mesi, il più grande quasi sette anni. Le violenze, fisiche o psicologiche, commesse su 35 di loro, sono documentate nei filmati registrati dalle telecamere spia della polizia rimaste in funzione nell'asilo Cip Ciop dal 19 novembre al 2 dicembre scorsi.  Maltrattamenti su minori aggravati e continuati in concorso il reato contestato ad Anna Laura Scuderi (difesa dagli avvocati Alessandro Mencarelli e Stefano Panconesi) ed Elena Pesce (Alberto Rocca).  «Perché - si legge nel capo d'imputazione - maltrattavano quotidianamente i bambini con reiterate manifestazioni di aggressività fisica e psicologica, con ripetute condotte persecutorie e vessatorie, con percosse, strattonamenti, ed afferramenti per i capelli, nonché con minacce e con condotte che provocavano loro spavento e paura, così causando loro una situazione di stabile sofferenza e timore». «Inoltre - prosegue l'accusa - quotidianamente, la Pesce e la Scuderi omettevano ogni attività ludico-educativa ed ogni attività di accudimento, anche lasciandoli seduti e costretti al silenzio, privandoli di ogni attività di gioco e di svago e punendoli per ogni disobbedienza all'obbligo dell'immobilità e del silenzio con la costrizione a rimanere seduti contro il muro o a rimanere soli, chiusi nella stanza della nanna senza illuminazione; omettevano di dare loro da bere con continuità, davano loro il pranzo tra le dieci e le undici e trenta senza comunicarlo ai genitori, omettevano di controllare i minori continuativamente durante l'ora della nanna e costringevano i più grandi a cullare i più piccoli e addormentarli; mostravano a tutto il gruppo le sopradescritte condotte violente, così esponendo i minori a quotidiane scene di violenza assistita».

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