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Pistoia

Ecco come funziona: tre passi per trattare i rifiuti

Selezione dei rifiuti
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Selezione dei rifiuti

L'ultima fase sarà aggiunta «solo se considerata necessaria»

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 PISTOIA. Come dovrebbe funzionare un impianto per la produzione di cdr? Sono previste tre fasi.  Primo stadio, pretrattamento. I rifiuti conferiti vengono liberati dai materiali estranei più grossolani e quindi sminuzzati; dopodiché vengono trasferiti mediante sistemi di nastri chiusi in celle di fermentazione. Secondo stadio, stabilizzazione. Nelle celle di fermentazione la massa dei rifiuti viene essiccata per via biologica di tipo aerobico. Questa è la fase fondamentale. L'intero flusso di materiale passa nell'impianto attraverso sistemi di movimentazione completamente chiusi e automatizzati. L'aria estratta dalle celle mediante sistemi di ventilazione viene adeguatamente depolverizzata e filtrata. La miscela fermentata si trova nelle condizioni ideali per essere separata nei suoi componenti fondamentali: materiali pregiati e cdr.  Terzo stadio, selezione. Consiste nella separazione di una componente pregiata, in pratica di materie prime seconde data dalla frazione minerale (pietre, vetro, ceramiche, ecc.) e dai metalli distinti in ferrosi, non ferrosi. Infine materiali di scarto (sovvalli) da inviare in discarica. La componente pregiata può essere avviata al mercato del riciclo e recupero. Il rimanente, circa il 50% del rifiuto in ingresso, è costituito da una miscela, "stabilizzato secco", che corrisponde alle caratteristiche del cdr (combustibile da rifiuti).  Il nuovo piano sta considerando per Pistoia la necessità di un impianto con alcune modifiche. Come spiega l'assessore Fragai «la realizzazione avverrà per step successivi. In un primo tempo sarà costruita la sezione di selezione meccanica degli rsu indifferenziati destinando il secco a Montale e la parte organica all'impianto di compostaggio di Montespertoli. La sezione di impianto per la produzione di cdr sarà realizzata, se confermata come necessaria, in un secondo tempo.  Fragai torna anche su un altro problema sollevato da Berti: la mancanza di aziende impegnate nel riciclo. «Il mercato del recupero è in effetti in difficoltà. Il privato deve raggiungere la quantità di conferimenti necessari a stare sul mercato e dimostrare affidabilità. Noi riteniamo di aver fatto il possibile per dotare il territorio degli strumenti necessari». T.G.

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