Il Tirreno

Pistoia

Torna la polemica sul caso Del Santo

Forza Italia: dimissioni. La maggioranza: reato comunque ininfluente

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 PISTOIA. In attesa dell'udienza dal Gup che dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio il presidente del Copit Del Santo e il capo degli uscieri del Comune Lucarelli per falso, al consiglio comunale di ieri sono state anticipate due richieste di dimissioni. Il capogruppo di Forza Italia Alessio Bartolomei ha detto che nel caso di condanna di Luciano Del Santo o di richiesta di patteggiamento da parte dei suoi avvocati, ne chiederà la rimozione dalla carica di presidente del Copit. «Non è tollerabile - ha specificato - che una persona che avesse falsificato la sua candidatura rimanesse poi alla guida di un'azienda pubblica».  L'accusa contro Del Santo e Lucarelli è di aver manomesso il documento con cui lo stesso Del Santo si candidava per la guida del Copit e di altre aziende pubbliche: in particolare, di aver aggiyunto la disponibilità ad andare all'azienda di trasporti dopo che quest'eventualità, nella candidatura inizialmente depositata, non era contemplata.  Sull'episodio 5 consiglieri di opposizione di Forza Italia, An, Verdi e Lega Nord avevano presentato un esposto alla procura dal quale ha preso le mosse un'indagine conclusasi poi nei giorni scorsi con la richiesta di rinvio a giudizio per l'attuale presidente del Copit e per il capo degli uscieri di Palazzo di Giano Lucarelli.  Proprio a quest'ultimo Giampaolo Pagliai (Udc) ha espresso piena solidarietà, sostenendo che si tratta di una «vittima di regime» e che bisognerebbe chiedersi «chi sono i protettori di Del Santo». Poi ha aggiunto che in caso di condanna o di patteggiamento, Pagliai chiederà le dimissioni non di Del Santo ma dello stesso sindaco Renzo Berti. Fabrizio Geri (Verdi) ha auspicato che la giunta comunale chieda scusa al personale dell'ufficio protocollo, ingiustamente sospettato di incuria o peggio. Mazzieri (Pd) a nome di tutta la maggioranza, ha espresso fiducia nella magistratura ma ha precisato che la modifica nella candidatura di Del Santo non ha avuto comunque alcun effetto, perché Del Santo non avrebbe avuto bisogno di candidarsi, di rispettare cioè il regolamento per le nomine in vigore in Comune.  Perché? Lo ha spiegato a latere del consiglio lo stesso Renzo Berti, non intervenuto nel dibattito. «Il regolamento non si applica - ha detto il sindaco - perché la nomina di Del Santo a presidente non è del Comune di Pistoia ma dei soci del Copit. E che le cose stessero così il segretario generale l'aveva chiarito prima delle polemiche dell'estate scorsa».  Ma in discussione, secondo Margherita Semplici (An) non c'è tanto la legittimità della nomina di Del Santo, quanto il comportamento di un rappresentante del Comune che non avrebbe esitato a commettere un reato di falso per spianare la strada alla sua nomina.

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