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Pistoia

Capannoni fatiscenti e sporco Ora via Ciliegiole si ribella

Luca Giuntini
Capannoni fatiscenti e sporco Ora via Ciliegiole si ribella

Se non fosse per il continuo viavai di auto, camion e autobus probabilmente parleremmo di una strada "fantasma". Perché nel tratto di via Ciliegiole tra il passaggio ferroviario e l'incrocio con via Pertini, la sensazione di abbandono è forte. A partire dal vecchio ufficio del casellante ferroviario ormai dismesso, con berretto delle Fs e telefono vecchio stile ancora in bella vista.

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PISTOIA. Se non fosse per il continuo viavai di auto, camion e autobus probabilmente parleremmo di una strada "fantasma". Perché nel tratto di via Ciliegiole tra il passaggio ferroviario e l'incrocio con via Pertini, la sensazione di abbandono è forte. A partire dal vecchio ufficio del casellante ferroviario ormai dismesso, con berretto delle Fs e telefono vecchio stile ancora in bella vista.

Ma soprattutto i capannoni ferroviari fatiscenti; erbacce e piante selvatiche che hanno preso il sopravvento in tutta la zona (di proprietà delle Ferrovie). «Sembra di abitare in mezzo alla giungla - protesta Antonio Barghini, la cui casa si affaccia proprio sul passaggio a livello - siamo stanchi di questo degrado. E' una zona lasciata a se stessa da 20 anni». Il problema però non è solo "estetico": erbacce e vecchi capannoni sono brutti a vedersi, ma a preoccupare è anche altro. «Le vecchie officine ferroviarie qua intorno e gli stabilimenti della ex trafileria Martinelli - afferma Antonio Sessa, presidente di Legambiente e residente anch'egli in via Ciliegiole - sono piene di amianto che andrebbe bonificato una volta per tutte».

Mentre nel terreno all'angolo con via Pertini l'edera ha preso d'assalto cedri vecchi di settant'anni, pochi metri più in là, il neonato giardino pubblico San Giorgio non se la cava meglio: l'erba alta copre le attrezzature del percorso-vita, la piccola "arena" è in stato di abbandono, le panchine sono fatiscenti. «La nostra idea sarebbe quella di cambiare le vecchie panchine in legno con panchine più nuove in plastica riciclata - sostiene Antonio Sessa - così da rendere tangibile il risultato della raccolta della plastica porta a porta».

Un'idea che piace all'amministrazione comunale: «Dirò di più - afferma il vicesindaco Mario Tuci - cercheremo di sostituire le panchine in legno con quelle in plastica riciclata non solo nei giardini San Giorgio, ma anche in tutti gli altri spazi pubblici della città. Con i nostri tecnici stiamo valutando anche la possibilità di rinnovare tutte le attrezzature ludiche: sempre utilizzando la plastica riciclata». In attesa che i buoni propositi si compiano i residenti della zona sono pronti a far sentire la loro voce: «Se necessario faremo una raccolta firme per evidenziare il problema - dice Antonio Barghini - Non è possibile che una zona come questa di via Ciliegiole venga dimenticata da tutti».

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