Il Tirreno

Pistoia

Scontro sui distributori Tamoil

Un distributore della Tamoil Contrasti con l’azienda distributrice
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Un distributore della Tamoil Contrasti con l’azienda distributrice

Gestori contro la Sirtam, azienda fornitrice

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 PISTOIA. Sciopero per i gestori dei distributori Sirtam Tamoil, infuriati con la casa madre perché - dicono - «devono ancora vedersi riconoscere le spettanze per gli anni 2007, 2008 e 2009».  Per questo, sulla base della piattaforma presentata dalla Faib (Federazione autonoma italiana benzinai, aderente a Confesercenti), i gestori toscani hanno indetto uno sciopero per le giornate del 5, 19 e 20 maggio.  Per discutere della vicenda si è svolta mercoledì - prima giornata di sciopero - un'assemblea con i gestori provenienti da tutta la Toscana. «Abbiamo svolto un intenso programma di lavoro e confronto con i dirigenti della Sirtam - spiega Andrea Stefanelli, presidente provinciale e regionale Faib Confesercenti - ma nonostante il nostro grosso senso di responsabilità e alcuni timidi segnali di apertura da parte dell'azienda, non ci sono state le condizioni per arrivare a definire una intesa che scongiurasse le iniziative di protesta. Questo a causa della rigidità delle posizioni della Sirtam, che continua a non voler dare risposte alle problematiche che le gestioni vivono».  «Ora la misura è colma - prosegue Stefanelli - e c'è la necessità da parte della Sirtam di fare un ulteriore passo avanti per arrivare a una chiusura positiva della vertenza. Così non è più possibile continuare e l'azienda deve sapere che siamo determinati, in caso di assenza di risposte, ad andare avanti confermando le giornate di sciopero e altre eventuali iniziative di mobilitazione».  Pronta la replica della stessa Sirtam.  «Lo sciopero - dice l'azienda - si è concluso con un clamoroso insuccesso. Infatti nemmeno un terzo degli operatori hanno aderito alla manifestazione. Oltre i due terzi hanno regolarmente mantenuto aperti gli impianti ed hanno manifestato apprezzamento in ordine alle proposte formulate dall'azienda».  Sirtam sostiene che il documento non accettato dal sindacato, «recepiva, sostanzialmente, le varie proposte economiche formulate dai rappresentanti della Faib toscana».  «L'azienda proponeva, infine - conclude la Sirtam - la costituzione di un tavolo tecnico di concertazione al fine di ricercare e concordare, per l'immediato futuro, nuove forme di incentivazione, di qualità del lavoro e di politica dei prezzi di vendita».

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