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«A giudizio i due vivaisti pistoiesi»
Inchiesta "Affari sporchi", le richieste del pm per i 17 indagati
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LUCCA. Delle 17 persone che avevano ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, due accederanno a riti alternativi, per altri 14 (imprenditori, professionisti e dipendenti comunali) il pm ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per accuse che vanno dalla corruzione al peculato, al falso. Tra loro, anche due imprenditori di Pistoia, i fratelli Riccardo e Mario Chiti. Si è aperta ieri mattina, davanti al gup del tribunale di Lucca, l'udienza preliminare dell'inchiesta "Affari sporchi", che nel giugno del 2008, mise a soqquadro il Comune di Camaiore e parte del tessuto imprenditoriale della Ver- silia: nel mirino, soprattutto, i lavori per la realizzazione del pontile, dei poli scolastici di Lido e Capezzano e quelli per l'ex BussolaDomani. Il pubblico ministero Fabio Origlio ha chiesto il non luogo a procedere per il segretario comunale di Camaiore Giuseppe Testa e ha ritirato l'accusa di tentata truffa e abuso edilizio per i parcheggi in piazza Lemmetti nei confronti degli imprenditori Stefano Varia, Brunello Pardini e Giuseppe Bicicchi. Gran parte dell'impianto accusatorio è stato però ribadito. Nel filone dell'inchiesta per il project dell'area BussolaDomani, chiesto il giudizio anche per il pistoiese Riccardo Chiti, che avrebbe dovuto curare il verde. Così come, insieme al fratello Mario, per lui il pm ha ribadito la richiesta di processo in relazione alla cura del giardino della villa del dirigente comunale Claudio Castellacci a Cerreto Guidi. Le richieste di rinvio a giudizio saranno definite dal gup Simone Silvestri nell'udienza del 15 luglio. Prima, il 28 maggio e il 4 luglio, ci saranno due appuntamenti riservati agli avvocati difensori.
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