LANALISI DEL VOTO
Per il Pd una buona base per ripartire ma meno litigi e tornare tra la gente
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Le elezioni regionali hanno consegnato al capoluogo un centrosinistra più forte sia rispetto alle Europee che alle Provinciali dello scorso anno nonostante il calo di oltre tre punti della sinistra tradizionale. Muta, quindi, la geografia politica con l'Italia dei valori seconda forza della coalizioneche, complessivamente, si rafforza. Partito democratico. È in recupero; saprà gestire questo piccolo segnale di fiducia da qui alle prossime elezioni (le comunali del 2012)? Dovrà lavorare duro, senza ritenere, questo +1,39% rispetto alle Provinciali del 2009, un dato acquisito. Non può guardarsi allo specchioe dire che ormai il peggio è passato, perché il peggio è sempre dietro l'angolo, pronto a ghermire. Il partito di Bersani, qui più che altrove, è spaccato da anni; nemmeno gli ultimi giorni della campagna elettorale hanno consigliato prudenza: a poche ore dal voto, Daniela Belliti ha attaccato duramente, senza mai nominarlo, Vannino Chiti. L'aria dentro il Pd è questa, a volte irrespirabile; visioni politiche diverse si sommano a rancori personali e il mixer è micidiale. Si va avanti a vista più che per progetti, i più pensano agli incarichi e a come riciclarsi. Il distacco dai cittadini è evidente: non basta presentarsi davanti a fabbriche e scuole solo in prossimità delle elezioni: è un esercizio di democrazia che dovrebbe essere svolto tutte le settimane. Lega docet. E tra poco nel Pd si dovrà pensare alla successione di Berti a Pistoia, Sabrina Sergio Gori a Quarrata e Renzo Mochi a Serravalle, tutti in scadenza di mandato. Roba mica da ridere, già si affilano le armi. E c'è anche chi azzarda un'idea: ma queste primarie sono davvero utili? Pensiero stupendo per qualche dirigente di vecchio conio, mortale per gli elettori che ormai amano profondamente questa forma di partecipazione. La sinistra. È ridotta ai minini termini. Anche il tentativo della federazione non ha dato i risultati sperati: -1,87% rispetto alla somma die voti ottenuti da Rifondazione e Comunisti italiani alle ultime Provinciali. Non è andata meglio a Sinistra Ecologia e Libertà che in un anno ha lasciato sul campo l'1,24%. La crisi è profonda, si continua ad andare separati nonostante spesso non si riescano a capire nemmeno le differenze di programma da una sigla all'altra. Ma forse il problema vero è proprio questo: quali sono i programmi, slogan a parte? Centrodestra. Dalle ultime elezioni politiche, il Pdl registra un costante declino. Dai fasti del 31,8% siamo arrivati al 27,14%. La coalizione di centrodestra è tenuta in piedi dalla Lega Nord che compensa alla grande l'erosione pidiellina. La situazione è (quasi) speculare a quella del Pd. Quello di Berlusconi è ancora la somma di due partiti e le campagne elettorali ne risentono: quando il candidato è di provenienza forzista, quelli di An si defilano, viceversa quando il candidato è di An. Lo si è visto già nella campagna elettorale di Alessandro Capecchi a sindaco della città. Sul palco tutti insieme e grandi sorrisi, ma quando c'è da camminare e rimboccarsi le maniche, ognuno tifa per i suoi; gli altri al mare.
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