Italia
RITRATTI DI PERSONAGGI CELEBRI
Vinicio Gai, una vita per la musica
Marta Quilici
◗
Vinicio Gai ha iniziato a suonare nella banda di Quarrata a 9 anni. Eccolo nella sua casa, circondato dai suoi amati strumenti, tra cui un prezioso violinoLa musica: un ponte tra scienza e poesia, tra la matematica e l'incalcolabile. È in questo duplice binario che sembra inserirsi la fondamentale attività e passione di Vinicio Gai, musicologo, esperto di conservazione di strumenti antichi, organologo. Un'attività lunga una vita
3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. La musica: un ponte tra scienza e poesia, tra la matematica e l'incalcolabile. È in questo duplice binario che sembra inserirsi la fondamentale attività e passione di Vinicio Gai, musicologo, esperto di conservazione di strumenti antichi, organologo. Un'attività lunga una vita, che con una mano ricerca la misurazione del suono, ne studia le vibrazioni a seconda dei materiali utilizzati negli strumenti, ne calcola i comportamenti a seconda dell'umidità, della pressione e dell'usura, e con l'altra mano lascia tutto lo spazio a quell'impalpabile poesia che nasce ad esempio dal suono di un violino.
Ha insegnato storia degli strumenti e della teoria armonica all'istituto di Paleografia musicale dell'istituto pontificio di Musica sacra di Roma, all'università autonoma di Madrid e a quella di Parma; il suo nome è presente in molte enciclopedie della musica tra cui il dizionario enciclopedico universale Utet, ma ha anche contribuito alla stesura di alcune voci enciclopediche ad esempio per il "Deumm" della Utet e la Grande Enciclopedia dell'Antiquariato De Agostini; è membro dal 1976 dell'Accademia Nazionale Cherubini di Firenze; è stato bibliotecario e per 25 anni conservatore della raccolta di antichi strumenti musicali nel Conservatorio Cherubini; il suo contributo alla ricerca musicale e soprattutto agli studi di conservazione di strumenti antichi ha valenza internazionale.
La musica ha accompagnato tutta la vita di Vinicio Gai, fin da bambino. È nato a Pistoia il 13 luglio del 1930. Dopo poco con la famiglia si trasferì a Quarrata dove iniziò a muovere i primi passi nella banda di Quarrata. «Avrò avuto nove anni quando iniziai a suonare a Quarrata il corno, insieme ad altri strumenti. Poi arrivò la guerra e tutto si sospese per un po'. Poi ricominciai e mi suggerirono di andare a studiare al conservatorio Cherubini di Firenze».
Fu allora che la sua attività iniziò a concentrarsi sempre di più verso lo studio del suono e dello strumento fino ad arrivare ad essere uno dei più grandi esperti di organologia, musicologia, e conservazione degli strumenti antichi. Per studiare il suono si deve studiare il legno, il metallo, molti parametri chimici e fisici, e infatti Vinicio Gai nel laboratorio della sua abitazione quarratina ha una serie innumerevole di strumenti di misurazione: da quelli per misurare l'umidità a quelli per misurare la pressione atmosferica, sia moderni e informatici che antichi: come l'idrometro simile a quello usato più di 500 anni fa.
E rispetto alle moderne tecnologie applicate alla musica? «Adesso, nei tempi moderni, - afferma Vinicio Gai - siamo tutti un po' più sordi! Infatti il nostro orecchio è sempre continuamente sollecitato e abituato al rumore e al frastuono che ci impedisce di ascoltare bene. Nel '700 sicuramente avevano un orecchio più sensibile del nostro. Per quanto riguarda l'elettronica, molti musicisti si lamentano dell'intromissione in musica degli ingegneri acustici che, ad esempio, nelle registrazioni puliscono il suono, eliminano le sfumature, ma così facendo interferiscono nell'effetto fonico che invece corrisponde proprio allo spazio interpretativo di un musicista. Sicuramente non c'è paragone tra un concerto dal vivo e uno registrato». Nel 1991 Vinicio Gai ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Quarrata.
Ha insegnato storia degli strumenti e della teoria armonica all'istituto di Paleografia musicale dell'istituto pontificio di Musica sacra di Roma, all'università autonoma di Madrid e a quella di Parma; il suo nome è presente in molte enciclopedie della musica tra cui il dizionario enciclopedico universale Utet, ma ha anche contribuito alla stesura di alcune voci enciclopediche ad esempio per il "Deumm" della Utet e la Grande Enciclopedia dell'Antiquariato De Agostini; è membro dal 1976 dell'Accademia Nazionale Cherubini di Firenze; è stato bibliotecario e per 25 anni conservatore della raccolta di antichi strumenti musicali nel Conservatorio Cherubini; il suo contributo alla ricerca musicale e soprattutto agli studi di conservazione di strumenti antichi ha valenza internazionale.
La musica ha accompagnato tutta la vita di Vinicio Gai, fin da bambino. È nato a Pistoia il 13 luglio del 1930. Dopo poco con la famiglia si trasferì a Quarrata dove iniziò a muovere i primi passi nella banda di Quarrata. «Avrò avuto nove anni quando iniziai a suonare a Quarrata il corno, insieme ad altri strumenti. Poi arrivò la guerra e tutto si sospese per un po'. Poi ricominciai e mi suggerirono di andare a studiare al conservatorio Cherubini di Firenze».
Fu allora che la sua attività iniziò a concentrarsi sempre di più verso lo studio del suono e dello strumento fino ad arrivare ad essere uno dei più grandi esperti di organologia, musicologia, e conservazione degli strumenti antichi. Per studiare il suono si deve studiare il legno, il metallo, molti parametri chimici e fisici, e infatti Vinicio Gai nel laboratorio della sua abitazione quarratina ha una serie innumerevole di strumenti di misurazione: da quelli per misurare l'umidità a quelli per misurare la pressione atmosferica, sia moderni e informatici che antichi: come l'idrometro simile a quello usato più di 500 anni fa.
E rispetto alle moderne tecnologie applicate alla musica? «Adesso, nei tempi moderni, - afferma Vinicio Gai - siamo tutti un po' più sordi! Infatti il nostro orecchio è sempre continuamente sollecitato e abituato al rumore e al frastuono che ci impedisce di ascoltare bene. Nel '700 sicuramente avevano un orecchio più sensibile del nostro. Per quanto riguarda l'elettronica, molti musicisti si lamentano dell'intromissione in musica degli ingegneri acustici che, ad esempio, nelle registrazioni puliscono il suono, eliminano le sfumature, ma così facendo interferiscono nell'effetto fonico che invece corrisponde proprio allo spazio interpretativo di un musicista. Sicuramente non c'è paragone tra un concerto dal vivo e uno registrato». Nel 1991 Vinicio Gai ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Quarrata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
