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Il nostro Grande Fratello ha 63 occhi
Su uno dei sei grandi schermi che occupano la parete balza in primo piano l'asfalto rugoso di via XX Settembre. La zoomata prosegue fino a inquadrare - ben visibile - la facciata della stazione ferroviaria. Si vede la gente che passa, si può anche leggere l'ora sull'orologio sopra l'ingresso
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PISTOIA. Su uno dei sei grandi schermi che occupano la parete balza in primo piano l'asfalto rugoso di via XX Settembre. La zoomata prosegue fino a inquadrare - ben visibile - la facciata della stazione ferroviaria. Si vede la gente che passa, si può anche leggere l'ora sull'orologio sopra l'ingresso. Impressionante, se si pensa che la telecamera che sta riprendendo tutto questo si trova a centinaia di metri di distanza, in largo Treviso.
Funziona così il "Grande Fratello" pistoiese, cioè il sistema di videosorveglianza che consente a vigili urbani, polizia e carabinieri di tenere sotto controllo buona parte della città attraverso 63 telecamere, di cui 39 in grado carrellare in alto, in basso o di lato, a seconda delle richieste.
Ogni occhio elettronico lavora 24 ore su 24, registrando tutto quello che succede nei luoghi sotto controllo. Difficile, quindi, che borseggiatori, vandali e altri malintenzionati possano agire senza finire immortalati nei filmati del sistema.
La centrale operativa si trova in via Puccini, al piano terra del comando della polizia municipale (nella foto, a sinistra una delle telecamere della rete). Ma le stesse immagini sono a disposizione in tempo reale anche di carabinieri e polizia.
Ieri il comandante dei vigili Giuseppe Napolitano ha presentato alle autorità e alla stampa il nuovo sistema, che ha pochi eguali in Italia. Nato dall'accordo stipulato a dicembre dal sindaco Berti e dal prefetto.
Le immagini arrivano in diretta sui sei schermi della centrale, ma il sistema registra tutti i filmati, in modo che sia possibile rivederli in qualunque momento. Il tutto è costato 230.000 euro: neanche tanto, secondo il comandante Napolitano, che si è dimostrato particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto in rapporto alla somma spesa. L'appalto è stato assegnato alla ditta pistoiese Paccosi & Santini, che ora si occuperà per i prossimi tre anni anche della manutenzione dell'intero sistema.
Se si scorre l'elenco delle telecamere (vedi a lato) si nota facilmente come siano stati messi sotto controllo gli spazi più di frequente teatro di atti di vandalismo, di schiamazzi notturni o di "giri" ai limiti della legge, come lo spaccio di stupefacenti.
E la rete non è ancora completa: mancano le 15 telecamere che saranno piazzate nei parchi cittadini grazie al progetto finanziato dal Ministero dell'interno per 150.000 euro.
Il comandante Giuseppe Napolitano ha fatto gli onori di casa presentando il sistema alle massime autorità civili e militari cittadine, al prefetto, al procuratore della repubblica, al sindaco Renzo Berti.
«Giudichiamo il livello di sicurezza che si vive in città come già buono - ha detto quest'ultimo - ma questo sistema è indubbiamente un contributo importante. Non va però inteso come il modo per risolvere i problemi della sicurezza in città: decisivo, a questo scopo, rimane il contributo dei cittadini e del loro senso di legalità».
Funziona così il "Grande Fratello" pistoiese, cioè il sistema di videosorveglianza che consente a vigili urbani, polizia e carabinieri di tenere sotto controllo buona parte della città attraverso 63 telecamere, di cui 39 in grado carrellare in alto, in basso o di lato, a seconda delle richieste.
Ogni occhio elettronico lavora 24 ore su 24, registrando tutto quello che succede nei luoghi sotto controllo. Difficile, quindi, che borseggiatori, vandali e altri malintenzionati possano agire senza finire immortalati nei filmati del sistema.
La centrale operativa si trova in via Puccini, al piano terra del comando della polizia municipale (nella foto, a sinistra una delle telecamere della rete). Ma le stesse immagini sono a disposizione in tempo reale anche di carabinieri e polizia.
Ieri il comandante dei vigili Giuseppe Napolitano ha presentato alle autorità e alla stampa il nuovo sistema, che ha pochi eguali in Italia. Nato dall'accordo stipulato a dicembre dal sindaco Berti e dal prefetto.
Le immagini arrivano in diretta sui sei schermi della centrale, ma il sistema registra tutti i filmati, in modo che sia possibile rivederli in qualunque momento. Il tutto è costato 230.000 euro: neanche tanto, secondo il comandante Napolitano, che si è dimostrato particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto in rapporto alla somma spesa. L'appalto è stato assegnato alla ditta pistoiese Paccosi & Santini, che ora si occuperà per i prossimi tre anni anche della manutenzione dell'intero sistema.
Se si scorre l'elenco delle telecamere (vedi a lato) si nota facilmente come siano stati messi sotto controllo gli spazi più di frequente teatro di atti di vandalismo, di schiamazzi notturni o di "giri" ai limiti della legge, come lo spaccio di stupefacenti.
E la rete non è ancora completa: mancano le 15 telecamere che saranno piazzate nei parchi cittadini grazie al progetto finanziato dal Ministero dell'interno per 150.000 euro.
Il comandante Giuseppe Napolitano ha fatto gli onori di casa presentando il sistema alle massime autorità civili e militari cittadine, al prefetto, al procuratore della repubblica, al sindaco Renzo Berti.
«Giudichiamo il livello di sicurezza che si vive in città come già buono - ha detto quest'ultimo - ma questo sistema è indubbiamente un contributo importante. Non va però inteso come il modo per risolvere i problemi della sicurezza in città: decisivo, a questo scopo, rimane il contributo dei cittadini e del loro senso di legalità».
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