«Una legge iniqua»
Marliana va fuori dalla Comunità
Carlo Bardini
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Montagnana, frazione di Marliana sul versante pistoieseHai meno del 75% del territorio sopra i 600 metri? Mi dispiace, ma qui non siamo in montagna. Marliana non è più considerato comune montano e la Finanziaria 2010 ha tagliato i 4 milioni annuali alle Comunità Montane. A dirlo è il decreto di legge di Roberto Calderoli, in virtù del quale un comune si dice montano se ha il 75% del proprio territorio sopra i 600 metri
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MARLIANA. Hai meno del 75% del territorio sopra i 600 metri? Mi dispiace, ma qui non siamo in montagna. Marliana non è più considerato comune montano e la Finanziaria 2010 ha tagliato i 4 milioni annuali alle Comunità Montane. A dirlo è il decreto di legge di Roberto Calderoli, in virtù del quale un comune si dice montano se ha il 75% del proprio territorio sopra i 600 metri.
Per il sindaco di Marliana Luca Bernardi la notizia è stata davvero come un colpo fra capo e collo. Anche perché il suo territorio non lo si può certo considerare pianeggiante o quant'altro. Ma per colpa di questo decreto, se le cose dovessero rimanere in questi termini e fosse convertito in legge, il primo cittadino Bernardi potrà dire addio anche ad alcuni privilegi in fatto di agevolazioni tipiche dei comuni montani.
D'altro lato, c'è anche la notizia del taglio dei finanziamenti alle Comunità montane. Non solo non si danno più i 4 milioni di euro annui ma il 30% mantenuti da questa cifra sarà data solo ai comuni ritenuti montani.
«In questo modo - spiega il presidente della Comunità montana Carla Strufaldi - si penalizzano molto gli enti comunitari, perché gli verranno tagliati finanziamenti importanti e vitali per poter organizzare una serie di servi alla comunità. E' chiaro che quelli fondamentali bisognerà in qualche modo doverli organizzare lo stesso, ma tutta una serie di servizi facoltativi non sappiamo più se si potrà mantenerli oppure, come era nostra intenzione, anche aumentarli».
Intanto da Marliana arrivano i primi risentimenti. Al sindaco Luca Bernardi non sta bene quello che dice il nuovo decreto e studierà nei prossimi giorni le mosse da fare per salvaguardare il proprio territorio.
«E' una decisone altamente iniqua - spiega Bernardi - che assolutamente non mi aspettavo. E' una vera ingiustizia anche perché adottare il criterio dell'altitudine per decidere se un comune è montano o meno mi sembra assurdo. Siamo stati tagliati fuori semplicemente perché sopra i 600 metri ho solo circa il 50%. Bisognerebbe conoscere bene il comune di Marliana prima di fare un'affermazione di questo tipo, e poi con l'accezione montano si indica anche una realtà geograficamente non agevolata che il mio comune vive quotidianamente. La paura è anche quelle di perdere alcune agevolazioni». «Comunque - conclude Luca Bernardi - per il momento è prematuro tirare le conclusioni».
Insieme al comune di Marliana, il decreto toglie la montanità anche a Pescia e Montale. In questi due casi i conti tornano meglio, in quanto questi due comuni hanno le radici più importanti nella pianura. Tutti e tre, comunque, sono comuni che fanno parte della Comunità Montana, ma sembra che il fatto di non essere riconosciuti tali non impedisca loro di far parte ancora dell'ente comunitario. A tutto diritto rimarrebbero comunque S.Marcello, Abetone, Piteglio, Cutigliano e Sambuca Pistoiese.
Per il sindaco di Marliana Luca Bernardi la notizia è stata davvero come un colpo fra capo e collo. Anche perché il suo territorio non lo si può certo considerare pianeggiante o quant'altro. Ma per colpa di questo decreto, se le cose dovessero rimanere in questi termini e fosse convertito in legge, il primo cittadino Bernardi potrà dire addio anche ad alcuni privilegi in fatto di agevolazioni tipiche dei comuni montani.
D'altro lato, c'è anche la notizia del taglio dei finanziamenti alle Comunità montane. Non solo non si danno più i 4 milioni di euro annui ma il 30% mantenuti da questa cifra sarà data solo ai comuni ritenuti montani.
«In questo modo - spiega il presidente della Comunità montana Carla Strufaldi - si penalizzano molto gli enti comunitari, perché gli verranno tagliati finanziamenti importanti e vitali per poter organizzare una serie di servi alla comunità. E' chiaro che quelli fondamentali bisognerà in qualche modo doverli organizzare lo stesso, ma tutta una serie di servizi facoltativi non sappiamo più se si potrà mantenerli oppure, come era nostra intenzione, anche aumentarli».
Intanto da Marliana arrivano i primi risentimenti. Al sindaco Luca Bernardi non sta bene quello che dice il nuovo decreto e studierà nei prossimi giorni le mosse da fare per salvaguardare il proprio territorio.
«E' una decisone altamente iniqua - spiega Bernardi - che assolutamente non mi aspettavo. E' una vera ingiustizia anche perché adottare il criterio dell'altitudine per decidere se un comune è montano o meno mi sembra assurdo. Siamo stati tagliati fuori semplicemente perché sopra i 600 metri ho solo circa il 50%. Bisognerebbe conoscere bene il comune di Marliana prima di fare un'affermazione di questo tipo, e poi con l'accezione montano si indica anche una realtà geograficamente non agevolata che il mio comune vive quotidianamente. La paura è anche quelle di perdere alcune agevolazioni». «Comunque - conclude Luca Bernardi - per il momento è prematuro tirare le conclusioni».
Insieme al comune di Marliana, il decreto toglie la montanità anche a Pescia e Montale. In questi due casi i conti tornano meglio, in quanto questi due comuni hanno le radici più importanti nella pianura. Tutti e tre, comunque, sono comuni che fanno parte della Comunità Montana, ma sembra che il fatto di non essere riconosciuti tali non impedisca loro di far parte ancora dell'ente comunitario. A tutto diritto rimarrebbero comunque S.Marcello, Abetone, Piteglio, Cutigliano e Sambuca Pistoiese.
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