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Paura smottamento

Pracchia, la frana si muove ancora

m.d.-c.b.
Pracchia, la frana si muove ancora

Non concede tregua l'allerta meteo. E a Pracchia, sulla Montagna pistoiese, continua la corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il Reno prima che una nuova frana ne ostruisca il corso. Non si sa quando - se tra poche ore o se fra giorni - ma sembra praticamente certo il fatto che, prima o poi, dal monte che sovrasta il fiume un altro smottamento porterà giù altre migliaia di metri cubi di fango e rocce

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PISTOIA. Non concede tregua l'allerta meteo. E a Pracchia, sulla Montagna pistoiese, continua la corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il Reno prima che una nuova frana ne ostruisca il corso. Non si sa quando - se tra poche ore o se fra giorni - ma sembra praticamente certo il fatto che, prima o poi, dal monte che sovrasta il fiume un altro smottamento porterà giù altre migliaia di metri cubi di fango e rocce. Durante la notte dell'ultimo dell'anno, mentre tutti gli altri erano alle prese con panettoni e brindisi, operai e volontari hanno dovuto far fronte ad un'altra emergenza. Il terreno è ormai zuppo, la pioggia ha continuato a venir giù violenta anche per San Silvestro, e, così, la frana che già da giorni tiene impegnati costantemente decine di uomini si è mossa ancora.

E un bel po' di detriti sono finiti nuovamente nell'alveo del Reno, riuscendo anche a spostare le condotte prefabbricate in cemento armato piazzate nel letto del fiume per garantire il deflusso dell'acqua proprio nel caso di una nuova grande frana. Quello che i tecnici della Protezione civile temono di più è, infatti, che l'eventuale frana formi una diga, creando così un lago che qualora lo sbarramento dovesse cedere improvvisamente causerebbe un'ondata che metterebbe in pericolo le abitazioni più vicine al Reno.
Diventa perciò indispensabile che le condutture siano bloccate saldamente al loro posto per garantire la tenuta del tunnel di deflusso. Le condutture, inoltre, dovranno servire come base per un ponte che consentirà ai macchinari di varcare il fiume per mettere in sicurezza la frana partendo dalla sua base, vista l'impossibilità di intervenire dall'alto perché troppo rischioso.
L'altra notte la frana si è mossa attorno alle due e mezzo e già mezz'ora dopo gli operai, costantemente in allerta, erano già sul posto, al lavoro. Il pericolo era rappresentato da due circostanze concomitanti: i nuovi detriti finiti nell'alveo (fango, massi e alberi); l'aumentata portata del fiume, passata, a causa della pioggia incessante, da 18 a 30 metri cubi di acqua al secondo. Non un pericolo immediato, ma che h comunque obbligato ad anticipare i lavori programmati per lunedì, compreso quello di sistemare sulla sponda opposta della frana i massi trasportati ieri a Pracchia per costruire un nuovo argine in grado da salvaguardare dall'erosione un'abitazione - un po' più a valle rispetto allo smottamento - sgombrata alcuni giorni fa.
Nella mattinata del 31, per un sopralluogo, a Pracchia sono giunti anche i tecnici della Regione Emilia Romagna (che ha competenza autorizzativa sugli interventi), in particolare l'ingegner Annarita Bernardi, funzionario del servizio tecnico Bacino del Reno. Garantita la massima collaborazione con gli enti pistoiesi e toscani.

Per consentire agli uomini e ai macchinari di operare in sicurezza, sia oggi che domani la Provinciale 623 sarà perciò nuovamente chiusa nella fascia oraria che va dalle 8 alle 17,30.
Per quanto riguarda le zone della Piana pistoiese, interessate dalle esondazioni dei giorni scorsi, nessuna situazione di particolare emergenza. Lo straripamento di qualche fosso ha allagato qualche campo e qualche vivaio. Per il resto, il problema più grave lo ha creato lo straripamento della Brana tra Badia e Pacciana e Agliana: attorno alle 10 l'acqua ha invaso via Lungobrana - che è stata chiusa per precauzione - per poi ritirarsi tra gli argini in giornata. m.d.-c.b.

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