Il presidio
anno nero per l’economia
Novemila posti di lavoro bruciati
Michele Galardini
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Lavoratori Mas. In alto, un’assemblea nel call center AnswersSono più di 14.000 i pistoiesi che nel corso del 2009 hanno visto ridursi il proprio reddito a causa dei processi di crisi che hanno colpito a raffica le aziende della provincia. Un numero enorme, che ricomprende anche i 624 dipendenti Answers, i 43 della Toscoligure e i 47 della Ser.In
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PISTOIA. Sono più di 14.000 i pistoiesi che nel corso del 2009 hanno visto ridursi il proprio reddito a causa dei processi di crisi che hanno colpito a raffica le aziende della provincia. Un numero enorme, che ricomprende anche i 624 dipendenti Answers, i 43 della Toscoligure e i 47 della Ser.In.
Dal rapporto di fine anno della Cgil, basato sui dati dell'Inps e della Regione, emerge un quadro allarmante per le aziende toscane e pistoiesi in particolare. La nostra provincia è duramente penalizzata dalla raffica di medie aziende andate in crisi in questi mesi. Sono casi come Radicifil, Recoplast, Mas e Answer - per citarne solo alcuni - ad aver infatti prodotto un gran numero di richieste di indennità di mobilità (2.021 unità +29,3% rispetto al 2008), disoccupazione ordinaria (3.250 unità, con un incremento del 94,6%), e cassa integrazione in deroga (il cui totale, escludendo settori come i lavori stagionali e l'edilizia, ammonta a 4.070 unità). Altrimenti la situazione a livello locale, secondo la Cgil, sembrerebbe aver risposto in modo soddisfacente, riuscendo a difendersi grazie soprattutto alle iniziative della Regione. I dati però parlano anche di una robusta diminuzione degli avviamenti al lavoro riferiti al terzo trimestre del 2009.
Nel totale, nella provincia di Pistoia hanno perso il lavoro 9.356 persone, il 55,5% in più rispetto all'anno precedente, un numero allarmante che accoglie tutte le situazioni di prolungata disoccupazione, che hanno visto esaurirsi gli ammortizzatori sociali o aprirsi strade alternative in contesti precari o a condizioni inferiori rispetto al precedente impiego.
Il segretario generale della Cgil, Daniele Quiriconi, assieme a Valter Bartolini, coordinatore del dipartimento attività produttive, puntano il dito verso la mancanza di iniziativa degli investitori locali e l'indifferenza dei sindaci e delle amministrazioni locali.
«Sono temi che piacciono poco alle amministrazioni - spiega Bartolini - e ai sindaci che scaricano spesso la colpa sulla Regione. Per la vicenda Recoplast, per la quale è stata fin da subito chiara l'urgenza di intervenire, l'entrata in scena di imprenditori toscani affiancati da un partner tecnologico veneto ha creato un clima di guerra promosso da quasi tutte le istituzioni e le altre aziende, ad eccezione del Comune di Agliana e della Provincia».
Simili situazioni di ostilità hanno provocato un allontanamento degli imprenditori dal territorio, se si considera che per la stessa Recoplast e per Radicifil, fra le molte manifestazioni di interesse finalizzate ad un loro effettivo rilancio, nessuna proveniva da imprenditori pistoiesi e solo tre da imprenditori toscani.
«Ci sono realtà - prosegue Quiriconi - che hanno delle prospettive di rilancio, come Mas e Radicifil, mentre resta ancora incresciosa la situazione Recoplast. Per quanto riguarda Answers è necessario che il tribunale prenda una decisione rapida a seguito del decreto del 23 dicembre che ha notificato lo stato di insolvenza di uno dei due rami dell'azienda, affinché sia presto nominato un curatore».
La Cgil ha avanzato richieste mirate alla tutela dei lavoratori come la creazione di un fondo per l'anticipo di cassa integrazione in deroga (fondamentale il via libera delle banche), il blocco dei licenziamenti (che al momento non ha trovato riscontro nelle aziende) e un piano straordinario di politiche attive per le donne.
Dal rapporto di fine anno della Cgil, basato sui dati dell'Inps e della Regione, emerge un quadro allarmante per le aziende toscane e pistoiesi in particolare. La nostra provincia è duramente penalizzata dalla raffica di medie aziende andate in crisi in questi mesi. Sono casi come Radicifil, Recoplast, Mas e Answer - per citarne solo alcuni - ad aver infatti prodotto un gran numero di richieste di indennità di mobilità (2.021 unità +29,3% rispetto al 2008), disoccupazione ordinaria (3.250 unità, con un incremento del 94,6%), e cassa integrazione in deroga (il cui totale, escludendo settori come i lavori stagionali e l'edilizia, ammonta a 4.070 unità). Altrimenti la situazione a livello locale, secondo la Cgil, sembrerebbe aver risposto in modo soddisfacente, riuscendo a difendersi grazie soprattutto alle iniziative della Regione. I dati però parlano anche di una robusta diminuzione degli avviamenti al lavoro riferiti al terzo trimestre del 2009.
Nel totale, nella provincia di Pistoia hanno perso il lavoro 9.356 persone, il 55,5% in più rispetto all'anno precedente, un numero allarmante che accoglie tutte le situazioni di prolungata disoccupazione, che hanno visto esaurirsi gli ammortizzatori sociali o aprirsi strade alternative in contesti precari o a condizioni inferiori rispetto al precedente impiego.
Il segretario generale della Cgil, Daniele Quiriconi, assieme a Valter Bartolini, coordinatore del dipartimento attività produttive, puntano il dito verso la mancanza di iniziativa degli investitori locali e l'indifferenza dei sindaci e delle amministrazioni locali.
«Sono temi che piacciono poco alle amministrazioni - spiega Bartolini - e ai sindaci che scaricano spesso la colpa sulla Regione. Per la vicenda Recoplast, per la quale è stata fin da subito chiara l'urgenza di intervenire, l'entrata in scena di imprenditori toscani affiancati da un partner tecnologico veneto ha creato un clima di guerra promosso da quasi tutte le istituzioni e le altre aziende, ad eccezione del Comune di Agliana e della Provincia».
Simili situazioni di ostilità hanno provocato un allontanamento degli imprenditori dal territorio, se si considera che per la stessa Recoplast e per Radicifil, fra le molte manifestazioni di interesse finalizzate ad un loro effettivo rilancio, nessuna proveniva da imprenditori pistoiesi e solo tre da imprenditori toscani.
«Ci sono realtà - prosegue Quiriconi - che hanno delle prospettive di rilancio, come Mas e Radicifil, mentre resta ancora incresciosa la situazione Recoplast. Per quanto riguarda Answers è necessario che il tribunale prenda una decisione rapida a seguito del decreto del 23 dicembre che ha notificato lo stato di insolvenza di uno dei due rami dell'azienda, affinché sia presto nominato un curatore».
La Cgil ha avanzato richieste mirate alla tutela dei lavoratori come la creazione di un fondo per l'anticipo di cassa integrazione in deroga (fondamentale il via libera delle banche), il blocco dei licenziamenti (che al momento non ha trovato riscontro nelle aziende) e un piano straordinario di politiche attive per le donne.
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