consiglio-fiume
Tutti d'accordo: nidi più controllati
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Una fase del consiglio comunaleMaggiori controlli da parte pubblica sui nidi privati, anche attraverso una rivisitazione del regolamento. Questa la richiesta più saliente emersa nel consiglio comunale-fiume di ieri, dove all'ordine del giorno c'era, fra l'altro, il dibattito sui maltrattamenti all'asilo Cip Ciop e tutto quello che ne è seguito
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PISTOIA. Una richiesta trasversale, arrivata sia dai banchi dell'opposizione che dalla maggioranza. E non sono mancate accuse all'assessore all'istruzione Rosanna Moroni. Da un lato, la querelle col consigliere di Forza Italia Alessio Bartolomei, che nei giorni scorsi ha annunciato querela nei confronti dell'assessore, che lo aveva accusato di essere parte in causa, in quanto «sponsor» dell'asilo di Sant'Agostino e di averne «sollecitato l'accreditamento». Accuse che sono state stigmatizzate da alcuni consiglieri della stessa maggioranza. Ma non è bastato, perché Rosanna Moroni è stata criticata pure dai consiglieri del Partito Democratico per aver accusato il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, in quanto ha avvalororato l'istituzione del Difensore dei bambini, una figura analoga a quella del Garante proposto dal ministro Carfagna. «Non è inventando un garante dell'infanzia che si tutelano i bambini - ha detto Rosanna Moroni - contrariamente a quanto pensano la ministra Carfagna e un senatore di Pistoia. Senza un finanziamento statale adeguato non c'è strada, non c'è storia».
«Abbiamo avuto la sensazione che l'assessore Moroni a volte parli più con lo stomaco che col cuore - ha replicato Mariani del Pd - L'attacco a Bartolomei è stato grave, ma ancora di più quello a Vannino Chiti, che non ha fatto che proporre un'idea formulata dal centrosinistra quattro anni fa». «Non significa nulla se quella proposta adesso è stata rilanciata da un ministro del centrodestra» ha ribadito Vannucchi.
Se l'intero consiglio si è trovato concorde nel definire eccellenti i servizi per l'infanzia del Comune di Pistoia («ma non è di questo che stiamo parlando», è stato chiosato da più parti»), il tema centrale del dibattito è stato quello sui controlli, che ha messo d'accordo quasi tutti i consiglieri. «Sappiamo bene come il nostro sistema di asili nido fornisca un servizio eccellente - ha datto Gianpaolo Pagliai dell'Udc - ma non è infallibile come si continua a leggere nelle parole del sindaco e dell'assessore. Tanto di cappello alle dirigenti dei servizi per l'infanzia, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e dobbiamo ammetterlo. Parlo dei controlli insufficienti e il regolamento parla chiaro al riguardo».
Analoghi gli interventi di Roberto Cipolla di Alleanza Nazionale e di Andrea Fusari di Arcobaleno per Pistoia. «E' evidente che nel gesto di quelle maestre c'è stata una componente di imprevedibilità - ha detto Fusari - ma noi non dobbiamo arrenderci all'imprevedibilità. Se i controlli sono previsti nel regolamento, significa che qualcosa non è andato per il verso giusto. Se invece non sono previsti, allora cambiamo il regolamento». Mariani del Pd ha ricordato che sei anni fa si recò con la commissione al nido Cip Ciop: «Mi resi subito conto che qualcosa non andava, c'era un'aria artefatta, i bambini erano troppo buoni. Forse con un po' più di esperienza avrei potuto subito chiedere un controllo e non l'ho fatto. Sono colpevole io e lo siamo tutti». «Siamo tutti d'accordo che Pistoia è all'avanguardia per i servizi per l'infanzia - ha detto Cipolla - ma il Comune si deve interrogare se qualcosa non ha funzionato, soprattutto sul piano delle verifiche. Non basta la qualità se dal punto di vista dell'accerditamento in quel nido era tutto in regola». Bartoli del Pd ha parlato dello «scollamento fra legge regionale e regolamento comunale negli articoli che parlano dei controlli e delle verifiche. La politica non ha saputo dare buoni strumenti all'amministrazione. Non mi piace questo clima di neutralità che punta sulla imprevedibilità di un episodio. La sfida che abbiamo di fronte è quella di consentire alle strutture private di raggiungere la stessa qualità di quelle pubbliche e su come farlo».
Il tema su come gestire la diatriba pubblico-privato è stato un altro dei fili conduttori del dibattito. In apertura, il sindaco ha ripercorso la vicenda, ribadendo molte delle cose dette in queste settimane. «Non è serio né giusto parlare di responsabilità o corresponsabilità del Comune. Auspico che venga fatta giustizia e che impariamo da questo episodio a non trasformare liberisticamente lo stato sociale». Il sindaco ha detto che i baby parking «non possono costituire una alternativa plausibile a quella educativa» e che «l'installazione un po'ovunque di telecamere è un modo per delegare ad altri mentre occorre una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle famiglie, che devono essere pienamente coinvolte».
«Abbiamo avuto la sensazione che l'assessore Moroni a volte parli più con lo stomaco che col cuore - ha replicato Mariani del Pd - L'attacco a Bartolomei è stato grave, ma ancora di più quello a Vannino Chiti, che non ha fatto che proporre un'idea formulata dal centrosinistra quattro anni fa». «Non significa nulla se quella proposta adesso è stata rilanciata da un ministro del centrodestra» ha ribadito Vannucchi.
Se l'intero consiglio si è trovato concorde nel definire eccellenti i servizi per l'infanzia del Comune di Pistoia («ma non è di questo che stiamo parlando», è stato chiosato da più parti»), il tema centrale del dibattito è stato quello sui controlli, che ha messo d'accordo quasi tutti i consiglieri. «Sappiamo bene come il nostro sistema di asili nido fornisca un servizio eccellente - ha datto Gianpaolo Pagliai dell'Udc - ma non è infallibile come si continua a leggere nelle parole del sindaco e dell'assessore. Tanto di cappello alle dirigenti dei servizi per l'infanzia, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e dobbiamo ammetterlo. Parlo dei controlli insufficienti e il regolamento parla chiaro al riguardo».
Analoghi gli interventi di Roberto Cipolla di Alleanza Nazionale e di Andrea Fusari di Arcobaleno per Pistoia. «E' evidente che nel gesto di quelle maestre c'è stata una componente di imprevedibilità - ha detto Fusari - ma noi non dobbiamo arrenderci all'imprevedibilità. Se i controlli sono previsti nel regolamento, significa che qualcosa non è andato per il verso giusto. Se invece non sono previsti, allora cambiamo il regolamento». Mariani del Pd ha ricordato che sei anni fa si recò con la commissione al nido Cip Ciop: «Mi resi subito conto che qualcosa non andava, c'era un'aria artefatta, i bambini erano troppo buoni. Forse con un po' più di esperienza avrei potuto subito chiedere un controllo e non l'ho fatto. Sono colpevole io e lo siamo tutti». «Siamo tutti d'accordo che Pistoia è all'avanguardia per i servizi per l'infanzia - ha detto Cipolla - ma il Comune si deve interrogare se qualcosa non ha funzionato, soprattutto sul piano delle verifiche. Non basta la qualità se dal punto di vista dell'accerditamento in quel nido era tutto in regola». Bartoli del Pd ha parlato dello «scollamento fra legge regionale e regolamento comunale negli articoli che parlano dei controlli e delle verifiche. La politica non ha saputo dare buoni strumenti all'amministrazione. Non mi piace questo clima di neutralità che punta sulla imprevedibilità di un episodio. La sfida che abbiamo di fronte è quella di consentire alle strutture private di raggiungere la stessa qualità di quelle pubbliche e su come farlo».
Il tema su come gestire la diatriba pubblico-privato è stato un altro dei fili conduttori del dibattito. In apertura, il sindaco ha ripercorso la vicenda, ribadendo molte delle cose dette in queste settimane. «Non è serio né giusto parlare di responsabilità o corresponsabilità del Comune. Auspico che venga fatta giustizia e che impariamo da questo episodio a non trasformare liberisticamente lo stato sociale». Il sindaco ha detto che i baby parking «non possono costituire una alternativa plausibile a quella educativa» e che «l'installazione un po'ovunque di telecamere è un modo per delegare ad altri mentre occorre una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle famiglie, che devono essere pienamente coinvolte».
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