Italia
La protesta degli studenti
Occupato il liceo Forteguerri
Saverio Melegari
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Studenti nei corridoi e l’aula da dove pioveDa ieri mattina il liceo classico Forteguerri è occupato. Ma non si tratta della consueta occupazione per protestare contro la riforma della scuola. Si, è vero, sullo sfondo ci sono le novità introdotte dal ministro Gelmini, ma soprattutto gli studenti vogliono alzare la voce di fronte alle carenze strutturali dell'edificio
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PISTOIA. Da ieri mattina il liceo classico Forteguerri è occupato. Ma non si tratta della consueta occupazione per protestare contro la riforma della scuola. Si, è vero, sullo sfondo ci sono le novità introdotte dal ministro Gelmini, ma soprattutto gli studenti vogliono alzare la voce di fronte alle carenze strutturali dell'edificio di corso Gramsci. In una facciata della scuola è apparso uno striscione con la forma di uno scatolone e la classica scritta "fragile", riferita al luogo dove ogni mattina centinaia di studenti seguono le lezioni.
Ma non solo. «A Firenze sono stati occupati sei licei e nessuno ne ha data notizia» si lamentano tutti quanti all'unisono. Questi ragazzi vogliono essere informati. «I problemi interni a questa scuola sono notevoli - dice Marco Landucci, rappresentante d'istituto - piove dentro le aule e una sezione in particolare, la 4ª B di scienze sociali, è costretta a fare lezioni itineranti (nelle ultime tre settimane la loro classe è stata l'aula d'informatica ndr). Siccome nessuno ci ha ascoltato prima, abbiamo deciso per questo gesto eclatante e rimarremo qua dentro fino a che non avremo avuto delle risposte certe. Inoltre, ieri pomeriggio è stato formato un collettivo con gli altri istituti superiori cittadini e vedremo se nei prossimi giorni ci sarà occupazione anche in queste scuole».
Facendo un giro per i piani del Forteguerri si notano aule fatiscenti, muri pieni di perdite d'acqua e ingialliti e, a tratti, degli odori non proprio usuali per una scuola. Ma, nel cortile e fra i corridoi si parla anche di quello che succede a Roma e alle decisioni prese a livello governativo. «E' giusto protestare anche per questo - dice Alessandro Datola - perché vengono tolti continuamente fondi per la scuola. Nessuno ci informa di cosa succede: a Firenze hanno occupato sei licei e lo abbiamo appreso solo da internet».
Una riforma che scontenta tutti perché «è previsto un aumento del 400-500% delle tasse universitarie e a quel punto chi si potrà più permettere di studiare oltre il diploma superiore se non i ricchi? Ci chiediamo che insegnanti si formano con una università così» è il quesito di Andrea Pacini. C'è però chi non vede di buon occhio l'occupazione da parte di una scuola sola. «L'anno scorso c'era più organizzazione - commenta Francesco Romagnoli - e facendo queste manifestazioni tutti insieme a livello regionale potevamo far sentire meglio la nostra voce».
Ma qual è il problema reale della struttura del Forteguerri e cosa verrà fatto per risolverlo? «L'aula implicata - spiega Alessandro Morelli, tecnico per l'edilizia scolastica della Provincia - è stata sgombrata perché si è rotto un tubo del riscaldamento e stiamo aspettando che finisca di asciugarsi e ritirare l'umidità. Ieri mattina ho avuto un incontro con una delegazione di studenti ai quali ho spiegato che non esiste nessun pericolo e che all'inizio della prossima settimana potranno ritornare in aula. Sono previsti lavori per la manutenzione del tetto (20.000 euro) e la ristrutturazione degli impianti elettrici (100.000 euro)».
Ma non solo. «A Firenze sono stati occupati sei licei e nessuno ne ha data notizia» si lamentano tutti quanti all'unisono. Questi ragazzi vogliono essere informati. «I problemi interni a questa scuola sono notevoli - dice Marco Landucci, rappresentante d'istituto - piove dentro le aule e una sezione in particolare, la 4ª B di scienze sociali, è costretta a fare lezioni itineranti (nelle ultime tre settimane la loro classe è stata l'aula d'informatica ndr). Siccome nessuno ci ha ascoltato prima, abbiamo deciso per questo gesto eclatante e rimarremo qua dentro fino a che non avremo avuto delle risposte certe. Inoltre, ieri pomeriggio è stato formato un collettivo con gli altri istituti superiori cittadini e vedremo se nei prossimi giorni ci sarà occupazione anche in queste scuole».
Facendo un giro per i piani del Forteguerri si notano aule fatiscenti, muri pieni di perdite d'acqua e ingialliti e, a tratti, degli odori non proprio usuali per una scuola. Ma, nel cortile e fra i corridoi si parla anche di quello che succede a Roma e alle decisioni prese a livello governativo. «E' giusto protestare anche per questo - dice Alessandro Datola - perché vengono tolti continuamente fondi per la scuola. Nessuno ci informa di cosa succede: a Firenze hanno occupato sei licei e lo abbiamo appreso solo da internet».
Una riforma che scontenta tutti perché «è previsto un aumento del 400-500% delle tasse universitarie e a quel punto chi si potrà più permettere di studiare oltre il diploma superiore se non i ricchi? Ci chiediamo che insegnanti si formano con una università così» è il quesito di Andrea Pacini. C'è però chi non vede di buon occhio l'occupazione da parte di una scuola sola. «L'anno scorso c'era più organizzazione - commenta Francesco Romagnoli - e facendo queste manifestazioni tutti insieme a livello regionale potevamo far sentire meglio la nostra voce».
Ma qual è il problema reale della struttura del Forteguerri e cosa verrà fatto per risolverlo? «L'aula implicata - spiega Alessandro Morelli, tecnico per l'edilizia scolastica della Provincia - è stata sgombrata perché si è rotto un tubo del riscaldamento e stiamo aspettando che finisca di asciugarsi e ritirare l'umidità. Ieri mattina ho avuto un incontro con una delegazione di studenti ai quali ho spiegato che non esiste nessun pericolo e che all'inizio della prossima settimana potranno ritornare in aula. Sono previsti lavori per la manutenzione del tetto (20.000 euro) e la ristrutturazione degli impianti elettrici (100.000 euro)».
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